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Biblioteca Comunale "Vito Carvini"

Biblioteca storica che custodisce la memoria scritta di Erice

La Biblioteca Comunale “Vito Carvini” è la biblioteca civica di Erice, fondata nel 1867 e custode di importanti manoscritti, archivi e libri antichi legati alla storia della città.

Informazioni principali

Tipologia:

Comune:

Biblioteca, Palazzo

Erice

Area:

Centro storico

La Biblioteca Comunale “Vito Carvini” fu istituita dal Comune di Erice nel 1867, poco dopo la soppressione degli ordini religiosi in Italia. Il nucleo originario della raccolta fu costituito in gran parte da libri provenienti dalle biblioteche di San Francesco, del Carmine, di San Domenico e dei Cappuccini, riunendo così materiali precedentemente conservati in diverse istituzioni religiose della città.

Lo storico e bibliografo Giuseppe Vito Castronovo divenne il primo direttore della biblioteca nel 1868. Organizzò il patrimonio iniziale e ne compilò il primo catalogo, contribuendo a fare della raccolta un importante centro di conservazione della storia di Erice.

Inizialmente ospitata nella sede municipale di Piazza della Loggia, la biblioteca fu trasferita nell'adiacente Palazzo dei Marchesi Pilati dopo che questo venne incorporato nel Palazzo Municipale e ristrutturato nel 1874–75.

Oggi la biblioteca conserva oltre 47.000 documenti, tra cui libri antichi e rari, manoscritti, documenti civici ed ecclesiastici, fotografie storiche e raccolte legate a generazioni di studiosi ericini. È intitolata all'arciprete e storico seicentesco Vito Carvini, il cui manoscritto Erice antica e moderna, sacra e profana figura tra le opere storiche conservate nella raccolta.

Foto: Elymian Atlas

Esplora e approfondisci


Le collezioni della Biblioteca Comunale “Vito Carvini” riuniscono secoli di storia documentaria di Erice, dai libri un tempo custoditi nelle istituzioni religiose della città ai manoscritti dei suoi storici e ai documenti delle antiche amministrazioni civiche.


La fondazione della biblioteca


Le origini della biblioteca sono strettamente legate ai cambiamenti politici e religiosi seguiti all'Unità d'Italia. Nel 1866 le corporazioni religiose furono soppresse e i loro beni trasferiti o ridistribuiti, rendendo disponibili al Comune le raccolte librarie di diverse istituzioni religiose di Erice.


Nel 1867 il Consiglio comunale istituì una biblioteca pubblica utilizzando libri provenienti da San Francesco, dal Carmine, da San Domenico e dai Cappuccini. Materiali che fino ad allora appartenevano a biblioteche conventuali e monastiche separate furono così riuniti per formare il nucleo di una raccolta civica.


La biblioteca fu inizialmente sistemata in alcuni locali della sede municipale di Piazza della Loggia, dove l'amministrazione comunale si era trasferita intorno al 1861.


Quando, nel 1874–75, il Palazzo Municipale fu ampliato attraverso l'incorporazione dell'adiacente Palazzo dei Marchesi Pilati, la biblioteca venne trasferita nella nuova ala. Da allora è rimasta legata al complesso municipale.


Giuseppe Vito Castronovo e la prima raccolta


Giuseppe Vito Castronovo
Giuseppe Vito Castronovo

Il primo direttore della biblioteca fu Giuseppe Vito Castronovo, che ricoprì l'incarico dal 1868 al 1893. Storico e bibliografo oltre che bibliotecario, Castronovo organizzò il patrimonio proveniente dalle istituzioni religiose soppresse e compilò il primo catalogo della raccolta civica.


Il suo legame con la biblioteca è particolarmente significativo perché Castronovo fu egli stesso uno degli storici che contribuirono alla conservazione della memoria di Erice. I suoi scritti fanno parte di una lunga tradizione locale dedicata alla documentazione della storia, dei monumenti, delle famiglie e delle istituzioni della città.


I manoscritti dello stesso Castronovo sono rappresentati nelle raccolte storiche della biblioteca insieme a quelli di precedenti cronisti ericini.


Vito Carvini


La biblioteca è intitolata a Vito Carvini (1644–1701), uno dei principali storici dell'antica Erice, allora conosciuta come Monte San Giuliano.


Carvini studiò presso il Collegio dei Gesuiti di Trapani, dove conseguì la laurea in teologia. Dopo essere stato parroco della Basilica di San Nicolò a Trapani, divenne arciprete della Chiesa Matrice di Erice. Ricoprì inoltre gli incarichi ecclesiastici di Vicario Foraneo e Protonotario Apostolico.


La sua principale opera storica fu il manoscritto Erice antica e moderna, sacra e profana, completato verso la fine del XVII secolo. Carvini proseguì e aggiornò la narrazione storica iniziata dal precedente storico ericino Antonio Cordici, estendendo la documentazione di Monte San Giuliano fino alla propria epoca.


Il manoscritto descrive le istituzioni religiose, le famiglie, le tradizioni, la topografia, le antichità e la storia civica della città, diventando un'importante fonte documentaria per i successivi studi su Erice. È conservato nella biblioteca comunale che oggi porta il nome di Carvini.


Manoscritti e archivi


Le raccolte storiche conservano le opere di diverse generazioni di scrittori e cronisti che si sono occupati di Erice. Accanto a Carvini figurano manoscritti legati ad Antonio Cordici, Teodori, Guarnotti, Bonaventura Provenzani e Giuseppe Vito Castronovo.


Tra le opere di particolare rilievo figurano Erice antica e moderna, sacra e profana di Carvini, Storia di questa Regia Madrice di Antonio Cordici e Storia Ericina di Bonaventura Provenzani. La biblioteca conserva inoltre i fondi Ugo Antonio Amico e Giuseppe Pagoto.


Il patrimonio documentario si estende oltre i manoscritti storici. L'archivio storico comunale conserva documenti provenienti da istituzioni quali la Corte Foranea, la Corte Capitaniale, la Corte Giuratoria e il Decurionato, offrendo testimonianze sull'amministrazione religiosa, giudiziaria e civica della città. Un archivio fotografico documenta inoltre aspetti della storia locale più recente.


Nel loro insieme, queste raccolte fanno della biblioteca un'importante risorsa per lo studio della storia di Erice e del territorio circostante.


Le iscrizioni antiche


Tra gli oggetti più insoliti conservati dalla biblioteca figurano monumenti lapidei con iscrizioni greche provenienti da altri centri della Sicilia occidentale.


Uno di questi è una dedica eretta da Pasion Seisurion, figlio di Dekkios, cittadino di Segesta, datata al 52 a.C. Un altro è una base onoraria di statua proveniente dalla Drepanum di epoca romana, l'odierna Trapani, risalente al III secolo d.C.


La loro presenza amplia la portata delle collezioni oltre il patrimonio librario e archivistico di Erice, conservando testimonianze epigrafiche provenienti dal più ampio contesto storico della Sicilia occidentale.

Fonti e ulteriori letture


Esplora le fonti comunali, gli studi storici e le risorse istituzionali utilizzati per documentare la fondazione della Biblioteca Comunale “Vito Carvini”, le sue collezioni storiche e gli studiosi ericini i cui manoscritti sono conservati nel suo patrimonio.

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Rappresentazione grafica dello stemma di Trapani.
Rappresentazione grafica dello stemma di Erice.
Rappresentazione grafica dello stemma di Valderice.
Rappresentazione grafica dello stemma di Custonaci.
Rappresentazione grafica dello stemma di Paceco.
Rappresentazione grafica dello stemma di Castellammare del Golfo.
Rappresentazione grafica dello stemma di San Vito Lo Capo.

Questi stemmi identificano le città e i comuni che fanno parte dello storico territorio degli Elimi, la regione esplorata da Elymian Atlas.

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