Chiesa Matrice
Chiesa gotica fatta costruire da Federico III
La Chiesa Matrice, nota anche come Duomo di Erice, è la principale chiesa della città e il più importante esempio di architettura gotico-chiaramontana di Erice.
Informazioni principali
Tipologia:
Comune:
Chiesa
Erice
Area:
Centro storico
La Chiesa Matrice fu fatta edificare nel 1314 per volontà del re Federico III d'Aragona e dedicata all'Assunzione della Beata Vergine Maria. Secondo la tradizione, sorge sul luogo di una delle più antiche chiese cristiane di Erice, sorta dopo il declino dell'antico Tempio di Venere Ericina. Costruita anche con materiale lapideo di reimpiego proveniente dall'antico santuario, la fabbrica proseguì per tutta la prima metà del XIV secolo, dando vita alla principale chiesa della Erice medievale. Nei secoli successivi furono aggiunte cappelle e altri ambienti di servizio, mentre gli estesi restauri ottocenteschi, resi necessari dopo il crollo dell'originaria copertura lignea, conferirono all'interno l'attuale aspetto neogotico.
La chiesa rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura gotico-chiaramontana, caratterizzata da archi acuti, decorazione sobria e un'accurata lavorazione della pietra. La facciata è dominata da un grande rosone, mentre il campanile isolato fu progettato per svolgere sia la funzione di torre campanaria sia quella di elemento del sistema difensivo cittadino. Inserite nella parete meridionale si trovano nove croci marmoree di epoca greca, tradizionalmente ritenute provenienti dal vicino Tempio di Venere, a testimonianza del legame tra il sito cristiano e il suo passato precristiano.
L'interno, a tre navate, conserva un'importante raccolta di sculture rinascimentali, tra cui opere di Antonello Gagini e della sua bottega, insieme a cappelle barocche e a storici arredi liturgici. L'antica sacrestia ospita oggi il Museo del Tesoro, dove argenti, tessuti e oggetti sacri provenienti dalla Chiesa Matrice e da altre chiese di Erice documentano oltre sette secoli di storia religiosa e artistica della città.

Foto: Robert Harding, Alamy