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Real Duomo di Erice

La chiesa madre medievale di Erice, trasformata nell'Ottocento.

Il Real Duomo di Erice, noto anche come Chiesa Matrice e dedicato a Maria Santissima Assunta, è la principale chiesa di Erice, fondata nel XIV secolo e caratterizzata da architetture gotiche medievali e da un interno neogotico.

Informazioni principali

Tipologia:

Comune:

Chiesa, Museo

Erice

Area:

Centro storico

Il Real Duomo di Erice fu fondato nel XIV secolo come principale chiesa della città medievale, allora conosciuta come Monte San Giuliano. Tradizionalmente associato a re Federico d'Aragona e datato al 1314, l'edificio era già in costruzione negli anni Venti del Trecento e si sviluppò secondo un impianto basilicale gotico a tre navate.

Gran parte del carattere medievale è ancora riconoscibile all'esterno. L'austera facciata merlata conserva il portale gotico, mentre il portico aggettante fu aggiunto nel 1426. Accanto alla chiesa sorge la massiccia torre campanaria isolata, tradizionalmente associata al sistema difensivo della città medievale. All'interno, diverse cappelle successive conservano elementi dello sviluppo gotico e rinascimentale della chiesa, tra cui l'antica Cappella di Ognissanti, con volta costolonata, datata al 1512.

L'interno attuale è in gran parte il risultato di un'importante ricostruzione ottocentesca, completata prima della riapertura della chiesa nel 1865. Le elaborate volte neogotiche sostituirono gran parte dell'interno precedente e suscitarono critiche già tra gli osservatori dell'epoca. La chiesa conserva tuttavia importanti opere più antiche, prima fra tutte la monumentale cona marmorea rinascimentale di Giuliano Mancino nell'abside. Oggi il Duomo continua a essere luogo di culto, mentre il suo Tesoro fa parte del MEMS – Museo Erice La Montagna del Signore, con argenterie liturgiche, sculture, tessuti e altre opere legate alle chiese di Erice.

Foto: Robert Harding, Alamy

Esplora e approfondisci


Il Real Duomo è stato più volte trasformato nel corso dei secoli, creando un edificio nel quale convivono architettura medievale, cappelle e sculture rinascimentali, ricostruzione ottocentesca e collezioni del Tesoro. Diversi elementi superstiti testimoniano inoltre i rapporti artistici tra Erice, Palermo, Trapani e il più ampio contesto mediterraneo.


La chiesa medievale


La fondazione del Real Duomo è tradizionalmente legata a Federico d'Aragona, al quale viene attribuita la costruzione di una nuova chiesa principale a Erice nei primi decenni del XIV secolo. Le fonti successive indicano il 1314 come anno di fondazione, mentre le indulgenze concesse da papa Giovanni XXII nel 1329 attestano che i lavori erano ancora in corso in quel periodo. Secondo le ricostruzioni storiche, la chiesa era già aperta al culto nel 1339 e sarebbe stata completata intorno al 1372.


Elementi lapidei con croci inseriti nella parete esterna del Real Duomo. Un'iscrizione soprastante ricorda la tradizione secondo cui proverrebbero dall'antico santuario di Venere Ericina; la loro origine archeologica non è stata accertata con certezza.
Elementi lapidei con croci inseriti nella parete esterna del Real Duomo. Un'iscrizione soprastante ricorda la tradizione secondo cui proverrebbero dall'antico santuario di Venere Ericina; la loro origine archeologica non è stata accertata con certezza.

L'interno medievale era molto diverso da quello visibile oggi. Le descrizioni storiche documentano un impianto basilicale suddiviso in tre navate da file di sostegni in tufo che reggevano archi a sesto acuto. L'abside era decorata e sono documentate testimonianze di decorazioni pittoriche anche in altre parti dell'edificio.


Un documento del 1452 registra la commissione di un affresco raffigurante l'Assunzione della Vergine a un pittore di Marsala. A questa decorazione è stato associato un frammento superstite raffigurante un angelo musico; studi successivi vi hanno individuato influenze della pittura fiamminga mediate dalla cultura figurativa catalana.


Il portico e l'architettura tardogotica


Il portico davanti all'ingresso principale fu costruito nel 1426. Vincenzo Scuderi lo associa prudentemente a Johannes de Medina, un artefice documentato a Erice in questo periodo, anche se l'attribuzione non è certa.


La chiesa continuò ad arricchirsi di nuove cappelle durante il periodo tardogotico e rinascimentale. L'esempio gotico superstite più significativo è l'antica Cappella di Ognissanti, oggi Cappella del Crocefisso, datata al 1512. La sua complessa volta costolonata a cinque chiavi costituisce uno degli esempi più significativi delle sofisticate tecniche di copertura in pietra introdotte nella Sicilia occidentale attraverso i rapporti con il Mediterraneo occidentale.


Altre cappelle cinquecentesche lungo il fianco della chiesa introdussero forme rinascimentali accanto a queste strutture gotiche. Questa sequenza di ambienti laterali sfuggì alle trasformazioni più radicali che interessarono l'interno centrale durante l'Ottocento.


La cona marmorea di Giuliano Mancino


L'abside è dominata dalla monumentale cona in marmo bianco attribuita allo scultore rinascimentale Giuliano Mancino.


Nell'Ottocento Gioacchino Di Marzo la considerava la più notevole e meglio conservata tra le opere che poteva attribuire con sicurezza a Mancino. La complessa struttura architettonica comprende una grande Madonna con il Bambino circondata da cherubini inginocchiati, affiancata nelle nicchie dalle figure di San Pietro, San Paolo, San Giovanni Battista e San Giuliano. Nella parte inferiore compaiono gli Apostoli, Cristo benedicente, i Dottori della Chiesa e santi di stirpe regale.


L'opera non costituisce quindi una semplice scultura isolata, ma un grande complesso rinascimentale concepito per la principale chiesa di Erice.


La datazione precisa richiede tuttavia cautela. Gli studi moderni collocano l'opera agli inizi del XVI secolo, ma le fonti consultate per l'Atlas riportano date discordanti, 1513 e 1523.


Laurana, Gagini e la Madonna dell'Assunta


Più complessa è la storia di un'altra importante Madonna marmorea conservata nella chiesa.


Di Marzo documenta che Paolo di Gammicchia, arciprete di Erice, e Paolo Toscano, tesoriere, commissionarono allo scultore rinascimentale dalmata Francesco Laurana una Madonna destinata alla Chiesa Madre. La statua doveva riprendere come modello una precedente immagine della Vergine conservata nel convento dell'Annunziata fuori Trapani.


Un ulteriore accordo del 1469 riguardava una Madonna che doveva essere sbozzata a Palermo e completata a Erice. La statua superstite nel Real Duomo fu quindi per lungo tempo associata a Laurana.


Studi successivi hanno tuttavia attribuito la Madonna Assunta oggi conservata nella chiesa a Domenico Gagini. Occorre quindi distinguere la commissione documentata a Laurana dall'attribuzione della scultura superstite: la prova che Laurana ricevette l'incarico di realizzare una Madonna per la chiesa non dimostra, da sola, che la statua oggi esistente sia opera sua.


La trasformazione ottocentesca


A metà dell'Ottocento la chiesa medievale necessitava di importanti interventi. La ricostruzione condotta tra gli anni Cinquanta del XIX secolo e la riapertura della chiesa nel 1865 trasformò profondamente l'aspetto del suo spazio interno centrale.


Il nuovo progetto adottò un elaborato linguaggio neogotico, caratterizzato da sostegni articolati, archi a sesto acuto, costoloni e decorazioni in stucco. Più che ricostruire filologicamente la chiesa medievale, l'intervento creò un'interpretazione ottocentesca dell'architettura gotica, mantenendo sostanzialmente le dimensioni dell'edificio e risparmiando alcune importanti cappelle laterali.


L'intervento suscitò critiche quasi immediatamente. Una descrizione ottocentesca lamentava che l'ampio impiego dello stucco rendesse difficile distinguere «l'antico dal moderno» e criticava l'imitazione delle strutture gotiche superstiti nelle cappelle nuovamente decorate.


L'attribuzione della ricostruzione è più complessa di quanto suggeriscano alcune ricostruzioni moderne. Le fonti associano Fra Francesco La Rocca all'esecuzione dei lavori, mentre altre testimonianze storiche fanno riferimento a un progetto proveniente da Napoli e riportano nomi diversi per l'architetto. Finché la documentazione specialistica non permetterà di chiarire i rispettivi ruoli, è preferibile non attribuire l'intervento a un unico progettista senza ulteriori precisazioni.


La torre campanaria


La massiccia torre quadrata accanto al Real Duomo è fisicamente separata dalla chiesa e presenta l'aspetto austero di una struttura difensiva. Le sue origini precise rimangono incerte.


Una tradizione storica locale ne colloca la costruzione come torre di avvistamento intorno al periodo della Guerra del Vespro, prima o durante lo sviluppo della chiesa vicina. La sua posizione presso uno dei principali accessi alla città medievale avrebbe consentito un'ampia visuale sul territorio circostante.


La torre è suddivisa internamente in tre livelli, con ambienti coperti da volte a botte e illuminati da finestre bifore. Questi locali furono successivamente utilizzati come prigioni sottoposte alla giurisdizione ecclesiastica. Interventi successivi finirono per murare la scala interna originaria, costituita inizialmente da rampe rettilinee e poi proseguente verso la sommità. La scala fu riscoperta e resa nuovamente percorribile durante i lavori di restauro e consolidamento del 1954.


L'affermazione, talvolta ripetuta, secondo cui la torre risalirebbe alle guerre puniche non trova riscontro nelle ricerche storiche utilizzate per questo articolo e deve essere distinta dalla documentata storia medievale del complesso.


Il Tesoro e il MEMS


Il Real Duomo conserva anche un'importante raccolta di arte sacra. Il Tesoro è stato organizzato come percorso museale comprendente sculture, argenterie, suppellettili liturgiche, tessuti e altri manufatti legati alle istituzioni religiose di Erice e fa oggi parte del MEMS – Museo Erice La Montagna del Signore.


Tra gli oggetti più importanti documentati figura il monumentale ostensorio in argento realizzato nel 1602 da Pietro Lazzara. La sua struttura architettonica comprende le figure dei quattro Padri della Chiesa latina e un tempietto superiore coronato dall'Assunzione. In origine l'opera comprendeva quattordici piccole sculture.


L'ostensorio fu rubato il 16 agosto 1992 e recuperato nel novembre 1997, ma alcune figure erano scomparse, tra cui i Santi Pietro, Paolo e Alberto carmelitano, diversi angeli e il Cristo Risorto originariamente collocato alla sommità. Delle quattordici statuette originarie ne sopravvivono oggi otto. L'opera è attualmente conservata nel Museo del Tesoro del Real Duomo.

Fonti e ulteriori letture


Esplora le fonti storiche, gli studi architettonici, le ricerche specialistiche e i documenti ufficiali utilizzati per ricostruire la storia, l'architettura, le opere d'arte e i restauri del Real Duomo di Erice.

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Rappresentazione grafica dello stemma di Trapani.
Rappresentazione grafica dello stemma di Erice.
Rappresentazione grafica dello stemma di Valderice.
Rappresentazione grafica dello stemma di Custonaci.
Rappresentazione grafica dello stemma di Paceco.
Rappresentazione grafica dello stemma di Castellammare del Golfo.
Rappresentazione grafica dello stemma di San Vito Lo Capo.

Questi stemmi identificano le città e i comuni che fanno parte dello storico territorio degli Elimi, la regione esplorata da Elymian Atlas.

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