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Chiesa di San Martino

Storica chiesa confraternale di origine medievale

La Chiesa di San Martino è una storica chiesa confraternale di Erice, documentata dal XIV secolo e ricostruita nel XVII secolo per la Congregazione del Purgatorio.

Informazioni principali

Tipologia:

Comune:

Chiesa

Erice

Area:

Centro storico

La tradizione attribuisce la fondazione di San Martino al conte Ruggero durante il periodo normanno, anche se il primo riferimento documentario noto alla chiesa risale al 1339. L'edificio precedente era piccolo e di carattere gotico, prima di essere demolito nel 1682 e sostituito dall'attuale chiesa, notevolmente più grande.

L'edificio ricostruito presenta una pianta a croce latina, con tre navate separate da colonne tuscaniche. L'esterno sobrio è caratterizzato da un elaborato portale barocco, decorato con figure delle Anime del Purgatorio che richiamano lo stretto legame della chiesa con la Congregazione del Purgatorio. Altre fonti attribuiscono la ricostruzione al sacerdote e architetto ericino Matteo Gebbia e ne indicano il completamento nel 1688.

All'interno, San Martino conserva opere d'arte e arredi di epoche diverse. Un monumentale gruppo ligneo di San Martino a cavallo, risalente alla metà del XVI secolo e attribuito allo scultore ericino Curatolo, raffigura il santo mentre divide il proprio mantello con un povero. La cappella maggiore ospita un coro ligneo settecentesco attribuito a Leonardo Castelli di Parma, mentre Antonio e Vincenzo Manno contribuirono alla successiva decorazione della chiesa.

Accanto alla sacrestia si trova l'antico Oratorio dei Fratelli del Purgatorio. Il complesso comprendeva inoltre un Collegio Pubblico degli Studi, con un piccolo chiostro, un portico e aule ai piani superiori. San Martino fu riaperta nel 2008 dopo lavori di restauro.

Foto: Elymian Atlas

Esplora e approfondisci


Scopri le origini medievali di San Martino, la sua confraternita, le opere d'arte conservate nella chiesa e gli edifici annessi che facevano parte dello storico complesso.


Origini medievali e ricostruzione


Nel suo libro dedicato a Erice, l'autore Matteo Tusa colloca San Martino, insieme a San Giuliano e San Cataldo, tra le fondazioni religiose tradizionalmente associate allo sviluppo normanno della città medievale. Gli antichi cronisti ne attribuivano la fondazione al conte Ruggero, ma la prima testimonianza documentaria nota risale al 1339.


Tusa descrive la chiesa precedente come piccola e di carattere gotico. Nel 1682 fu demolita e sostituita da un edificio più grande, finanziato dalla Congregazione del Purgatorio. La nuova chiesa presenta una pianta a croce latina, con tre navate separate da colonne tuscaniche. Tusa ne descrive la composizione architettonica come di carattere rinascimentale, nonostante il trattamento decisamente barocco del portale d'ingresso.


La confraternita e il Purgatorio


San Martino era una delle tre storiche chiese confraternali di Erice, insieme a Sant'Orsola e San Giovanni Battista. Tusa descrive le confraternite della città come associazioni religiose e sociali nelle quali l'appartenenza poteva essere mantenuta attraverso famiglie e legami di parentela, anziché dipendere semplicemente dal luogo di residenza.


Le fonti divergono sulla cronologia del rapporto tra San Martino e la Congregazione del Purgatorio. Alcune fonti moderne datano al 1517 l'unione tra le due congregazioni, mentre Tusa indica il 1593 per la fondazione e l'aggregazione della Congregazione del Purgatorio e ricorda un cospicuo lascito di Pietro Salerno. La congregazione finanziò successivamente la ricostruzione seicentesca della chiesa.


La sua presenza si riflette anche nell'architettura: il portale barocco d'ingresso comprende figure delle Anime del Purgatorio tra le fiamme.


L'Oratorio del Purgatorio


Accanto alla sacrestia si trova l'antico oratorio dei Fratelli del Purgatorio, decorato nel XVIII secolo con stucchi e affreschi rococò e arredato con opere lignee intagliate.


Tusa riferisce che alcuni degli arredi originari furono rimossi e riutilizzati altrove prima del restauro dell'oratorio. All'interno dell'ambiente si conserva un altare ligneo intagliato.


Arte e decorazione


Il monumentale gruppo ligneo di San Martino a cavallo risale alla metà del XVI secolo ed è attribuito allo scultore ericino Curatolo. Intagliata, dorata e dipinta, l'opera precede l'attuale chiesa e raffigura San Martino, ancora soldato romano, mentre divide il proprio mantello con un povero. Dopo il restauro, la scultura tornò a San Martino nel 2013 insieme ad alcuni arredi liturgici storici restaurati.


La cappella maggiore ospita un monumentale coro ligneo settecentesco attribuito da Tusa a Leonardo Castelli di Parma. Verso la fine del secolo, l'interno fu ulteriormente arricchito con stucchi, affreschi e dipinti associati ad Antonio e Vincenzo Manno.


Il Collegio degli Studi


A San Martino era inoltre annesso un Collegio Pubblico degli Studi, al quale si accedeva attraverso una porta sul lato meridionale della chiesa.


Tusa descrive un piccolo chiostro e un portico con pilastri scanalati in pietra calcarea che sostenevano un balcone con lastre di pietra, dal quale si raggiungevano le aule ai piani superiori. Riferisce inoltre che alcune parti dell'antico collegio, in particolare al piano terra, avevano subito sostanziali modifiche successive. San Martino era quindi qualcosa di più di un semplice luogo di culto: costituiva un complesso più ampio destinato ad attività religiose, confraternali ed educative.

Fonti e ulteriori letture


Esplora le fonti storiche, le ricerche architettoniche e i documenti ufficiali utilizzati per documentare la Chiesa di San Martino, la sua confraternita, le opere d'arte e gli edifici annessi.

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Rappresentazione grafica dello stemma di Trapani.
Rappresentazione grafica dello stemma di Erice.
Rappresentazione grafica dello stemma di Valderice.
Rappresentazione grafica dello stemma di Custonaci.
Rappresentazione grafica dello stemma di Paceco.
Rappresentazione grafica dello stemma di Castellammare del Golfo.
Rappresentazione grafica dello stemma di San Vito Lo Capo.

Questi stemmi identificano le città e i comuni che fanno parte dello storico territorio degli Elimi, la regione esplorata da Elymian Atlas.

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