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Chiesa di San Pietro

Chiesa medievale ed ex monastero delle Clarisse

San Pietro è una chiesa medievale nel centro storico di Erice, rimaneggiata dall’architetto trapanese Giovanni Biagio Amico e collegata da un passaggio sopraelevato all’ex monastero delle Clarisse.

Informazioni principali

Tipologia:

Comune:

Chiesa

Erice

Area:

Centro storico

La chiesa di San Pietro fu fondata nel 1365 sotto papa Urbano V e ampliata nel corso dei secoli XVI e XVII. Nel 1542 il sacerdote ericino Pietro Maranzano fondò di fronte alla chiesa un monastero delle Clarisse. I due edifici furono collegati da un passaggio coperto sostenuto da un alto arco sopra la strada, che rimane uno degli elementi più riconoscibili del complesso.

La chiesa fu profondamente rimaneggiata nel XVIII secolo da Giovanni Biagio Amico, sacerdote e architetto trapanese autore di importanti edifici barocchi nella Sicilia occidentale. A San Pietro, l’interno è caratterizzato da pareti curve e dal trattamento ovale dell’abside, una soluzione che Tusa mette in relazione con l’influenza di Francesco Borromini. La data precisa dell’intervento di Amico rimane incerta.

In seguito alla soppressione degli ordini religiosi nel 1866, l’ex monastero passò al Comune. Successivamente ospitò il Collegio Regina Margherita e poi l’Opera Pia San Rocco, collegio e orfanotrofio amministrato dalle Suore di San Vincenzo. L’istituto chiuse negli anni Sessanta del Novecento.

Il monastero fu in seguito restaurato dalla Fondazione e Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana. Oggi ospita l’Isidor I. Rabi Institute, comprendente la Direzione e la Segreteria del Centro, la sala conferenze Richard P. Feynman e il Polo Sismico.

Foto: Elymian Atlas

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La chiesa medievale


San Pietro fu fondata nel 1365 in seguito a un provvedimento emanato ad Avignone da papa Urbano V. La chiesa fu successivamente ampliata nel corso dei secoli XVI e XVII, prima della grande trasformazione architettonica che le conferì gran parte dell’aspetto attuale.


La chiesa occupa una posizione prominente nei pressi del centro geografico dell’abitato storico. Il sito sembra aver avuto importanza molto prima della fondazione medievale. Tusa riferisce che durante lo scavo di una cisterna fu rinvenuta in quest’area un’iscrizione greca che commemorava la vittoria romana sui Cartaginesi a Panormus nel 250 a.C. L’iscrizione è oggi conservata al Museo Cordici.


Tusa interpretò questo ritrovamento, insieme alla posizione elevata del sito, come possibile testimonianza della presenza in quest’area di un presidio militare legato all’antico santuario di Venere Ericina. Sebbene il ritrovamento dell’iscrizione costituisca un’importante testimonianza di attività in questa parte dell’antica Eryx, l’identificazione specifica del luogo con i Venerei, i custodi del santuario, deve essere considerata un’interpretazione piuttosto che una conclusione archeologica accertata.


Il monastero delle Clarisse


Il passaggio coperto che collega San Pietro all'ex monastero delle Clarisse, oggi sede dell'Istituto Isidor I. Rabi.
Il passaggio coperto che collega San Pietro all'ex monastero delle Clarisse, oggi sede dell'Istituto Isidor I. Rabi.

Nel 1542 San Pietro fu associata a un monastero delle Clarisse fondato di fronte alla chiesa dal sacerdote ericino Pietro Maranzano. I due edifici furono collegati sopra la strada mediante un imponente passaggio coperto sostenuto da un unico arco, che rimane uno degli elementi più caratteristici del complesso.


L’ex monastero si sviluppò fino a formare un complesso di notevoli dimensioni. Tusa ne descrive la massiccia muratura e gli elementi cinquecenteschi ancora esistenti, tra cui il portale, una loggia interna e un ampio cortile dominato da una torre-belvedere. Gli interventi successivi modificarono alcune parti dell’edificio senza cancellarne completamente il carattere più antico.


Giovanni Biagio Amico e San Pietro


La trasformazione più importante della chiesa fu realizzata nel XVIII secolo da Giovanni Biagio Amico (1684–1754), uno dei principali architetti attivi nella Sicilia occidentale durante il periodo barocco.


Nato a Trapani, Amico affiancò alla carriera di architetto quella ecclesiastica. Fu architetto del Senato di Trapani e successivamente ingegnere del Real Patrimonio del Regno di Sicilia. La sua attività si estese in tutta la Sicilia occidentale e comprese importanti interventi presso la chiesa delle Anime Sante del Purgatorio e la Cattedrale di San Lorenzo a Trapani. Fu inoltre autore de L’Architetto pratico, trattato di architettura pubblicato in due volumi nel 1726 e nel 1750.


A San Pietro, Amico trasformò la chiesa precedente creando un interno marcatamente barocco. Tusa descrive il progetto come influenzato da Francesco Borromini, in particolare per l’andamento fluido delle pareti e il trattamento ovale dell’abside. Invece di formare un ambiente rettangolare convenzionale, queste superfici curve conferiscono alla chiesa un carattere spaziale più dinamico.


Soppressione e nuovi utilizzi


In seguito alla soppressione degli ordini religiosi nel 1866, il monastero passò al Comune. Successivamente ospitò il Collegio Regina Margherita e fu poi trasformato in collegio-orfanotrofio con il nome di Opera Pia San Rocco, amministrato dalle Suore di San Vincenzo.


L’istituto cessò la propria attività negli anni Sessanta del Novecento. Dopo un periodo di abbandono, l’ex monastero fu trasferito alla Fondazione e Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana, che restaurò il complesso e adattò gli spazi storici ad attività scientifiche e accademiche.


L’Isidor I. Rabi Institute


L’ex monastero delle Clarisse ospita oggi l’Isidor I. Rabi Institute, uno degli edifici principali della Fondazione e Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana.


Il complesso ospita la Direzione e la Segreteria principale del Centro, insieme alla sala conferenze Richard P. Feynman. Vi ha sede anche il Polo Sismico, associato all’Alberto Gabriele Seismic Network, istituito nel 1981.


Il complesso dell’istituto comprende inoltre la Torre del Pensiero Piersanti Mattarella. Intitolata al politico siciliano Piersanti Mattarella, la torre è stata riconosciuta nel 2016 come EPS Historic Site dalla European Physical Society.


L’adattamento del monastero ha quindi dato al complesso un’insolita continuità di uso istituzionale: un edificio nato per una comunità religiosa contemplativa fa oggi parte di un centro internazionale dedicato alla ricerca e alla formazione scientifica.

Fonti e ulteriori letture


Consulta le fonti storiche, le ricerche archeologiche, i libri, gli studi accademici e i documenti ufficiali utilizzati per documentare questo luogo, con collegamenti per ulteriori letture e ricerche.

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Rappresentazione grafica dello stemma di Trapani.
Rappresentazione grafica dello stemma di Erice.
Rappresentazione grafica dello stemma di Valderice.
Rappresentazione grafica dello stemma di Custonaci.
Rappresentazione grafica dello stemma di Paceco.
Rappresentazione grafica dello stemma di Castellammare del Golfo.
Rappresentazione grafica dello stemma di San Vito Lo Capo.

Questi stemmi identificano le città e i comuni che fanno parte dello storico territorio degli Elimi, la regione esplorata da Elymian Atlas.

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