Chiesa di Sant'Isidoro
Una piccola cappella del XVII secolo legata al Beato Luigi Rabatà.
La Chiesa di Sant'Isidoro è una piccola cappella del XVII secolo a Erice, costruita nel 1666 in un luogo tradizionalmente associato al Beato carmelitano Luigi Rabatà.
Informazioni principali
Tipologia:
Comune:
Chiesa
Erice
Area:
Centro storico
La Chiesa di Sant'Isidoro fu costruita nel 1666 da una confraternita dedicata a Sant'Isidoro Agricola. La piccola chiesa sorge in un luogo tradizionalmente identificato come la casa o il luogo di nascita del Beato carmelitano Luigi Rabatà, un'associazione che è rimasta una parte importante della sua identità religiosa.
Originariamente costituita da una piccola navata unica con un solo altare, la chiesa era decorata con affreschi raffiguranti Sant'Alberto dei Bianchi e il Beato Luigi Rabatà. La semplicità dell'edificio riflette le sue dimensioni modeste e la sua posizione immediatamente all'interno di Porta Trapani, vicino alla Chiesa Matrice e alle antiche Mura Elimo-Puniche.
Sant'Isidoro fu chiusa al culto verso la fine degli anni Trenta del Novecento e successivamente cessò di essere utilizzata regolarmente per le funzioni religiose. Dopo il restauro, riaprì il 7 agosto 2010. Il Santissimo Sacramento fu collocato nella chiesa e Sant'Isidoro divenne la Cappella dell'Eucaristia della Chiesa Matrice, restituendo al culto il piccolo edificio seicentesco dopo oltre settant'anni.

Foto: Elymian Atlas
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Approfondisci le tradizioni legate al Beato Luigi Rabatà e il restauro che ha restituito Sant'Isidoro al culto dopo decenni di chiusura.
Il Beato Luigi Rabatà e il luogo
La storia di Sant'Isidoro è strettamente legata al Beato Luigi Rabatà, carmelitano del XV secolo associato a Erice. Matteo Tusa riporta la tradizione secondo cui la chiesa sarebbe stata edificata nel luogo in cui sorgeva la casa di Rabatà, mentre la Diocesi di Trapani lo indica come il luogo della sua nascita. Questa identificazione appartiene alla tradizione religiosa locale e non corrisponde a un'identificazione archeologicamente accertata dell'edificio.
Questa associazione spiega la presenza costante di Rabatà nella storia devozionale della chiesa. Tusa ricorda che le pitture murali comprendevano raffigurazioni sia di Rabatà sia di Sant'Alberto dei Bianchi, un'altra figura legata alla tradizione carmelitana di Erice.
La chiusura e la riapertura
La chiesa cessò di essere utilizzata per il culto verso la fine degli anni Trenta del Novecento. Tusa documentò successivamente l'uso dell'edificio, di proprietà ecclesiastica, come deposito di materiali e arredi liturgici.
Dopo il restauro, Sant'Isidoro fu ufficialmente riaperta il 7 agosto 2010, festa di Sant'Alberto. Dopo la celebrazione della Messa nella Chiesa Matrice, il vescovo Francesco Miccichè collocò il Santissimo Sacramento nella chiesa restaurata, destinandola a Cappella dell'Eucaristia della Matrice.
La riapertura rientrava nel progetto Erice – la Montagna del Signore, attraverso il quale le chiese storiche di Erice venivano aperte, mantenute e restaurate nell'ambito di un'iniziativa coordinata per la conservazione del patrimonio ecclesiastico della città.
Fonti e ulteriori letture
Esplora le fonti storiche ed ecclesiastiche utilizzate per documentare la fondazione di Sant'Isidoro, il suo legame con il Beato Luigi Rabatà e il restauro e la riapertura della chiesa nel 2010.