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Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio

Una chiesa barocca e storica sede dei Misteri di Trapani.

La Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio è una chiesa barocca di Trapani, nota per la facciata di Giovanni Biagio Amico e per il suo legame con la storica processione dei Misteri.

Informazioni principali

Tipologia:

Comune:

Chiesa

Trapani

Area:

Centro storico

La Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio è una delle più caratteristiche chiese barocche di Trapani. Fondata nel 1688 per iniziativa di don Domenico Viola, fu originariamente progettata dall’architetto Pietro Castro.

Il suo attuale carattere architettonico è dominato dalla monumentale facciata realizzata tra il 1712 e il 1714 dal sacerdote e architetto trapanese Giovanni Biagio Amico. Articolata attraverso superfici aggettanti e rientranti, colonne, nicchie e balaustre, la facciata è coronata dalle statue dei dodici Apostoli, opera di Alberto Orlando. Gli studi moderni hanno interpretato la sua composizione dinamica in rapporto all’architettura barocca romana di Francesco Borromini.

La chiesa presenta una pianta a croce latina, con tre navate separate da colonne e archi. Ebbe inoltre un legame particolarmente stretto con lo stesso Amico: nel 1825 Giuseppe Maria Di Ferro ricordava che l’architetto aveva servito a lungo la chiesa, l’aveva nominata sua erede e aveva scelto di esservi sepolto.

La chiesa è particolarmente importante come storica sede dei Misteri di Trapani, i gruppi scultorei che rappresentano episodi della Passione di Cristo e che vengono portati in processione per le vie della città durante il Venerdì Santo.

Foto: Giovanni Mereghetti, Alamy

Esplora e approfondisci


Approfondisci l’architettura della Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, il legame personale di Giovanni Biagio Amico con l’edificio e la storia e le tecniche artistiche dei Misteri, divenuti inseparabili dall’identità della chiesa.


Da Pietro Castro a Giovanni Biagio Amico


La chiesa fu fondata nel 1688 per iniziativa di don Domenico Viola e costruita su progetto di Pietro Castro. Il suo aspetto fu profondamente trasformato all’inizio del Settecento attraverso l’intervento di Giovanni Biagio Amico.


Tra il 1712 e il 1714 Amico realizzò la monumentale facciata che rimane l’elemento architettonico più caratteristico dell’edificio. La composizione è articolata attraverso una complessa successione di aggetti e rientranze, colonne, nicchie e balaustre, creando quel senso di movimento caratteristico dell’architettura barocca.


Lina Novara inserisce la facciata nell’evoluzione dell’architettura di Amico a Trapani e ne mette in relazione il trattamento plastico con l’influenza di Francesco Borromini e del Barocco romano. La parte superiore è popolata dalle dodici statue degli Apostoli, realizzate in pietra stuccata da Alberto Orlando.


Una pubblicazione di Trapani Nostra sottolinea analogamente l’armoniosa successione di nicchie, statue, balaustre e colonne, richiamando al tempo stesso l’attenzione sul recupero di elementi classici nella composizione di Amico.


Giovanni Biagio Amico e la chiesa


Il rapporto tra Giovanni Biagio Amico e il Purgatorio andò ben oltre il suo intervento come architetto.


Nella sua guida di Trapani del 1825, lo storico trapanese Giuseppe Maria Di Ferro ricorda che Amico servì a lungo la chiesa, fino a nominarla sua erede e scegliere di esservi sepolto. Anche Trapani Nostra ricorda la sua sepoltura all’interno della chiesa.


Di Ferro descrive Amico come uno dei migliori architetti del suo tempo e riserva particolare apprezzamento alla facciata del Purgatorio. Ricorda inoltre il suo Architetto Pratico, il trattato in due volumi attraverso il quale l’architetto trapanese trasmise le proprie conoscenze di progettazione e costruzione architettonica.


Il Purgatorio occupa quindi una posizione particolare tra le opere di Amico a Trapani: non fu semplicemente un edificio al quale lavorò, ma una chiesa con cui mantenne un duraturo legame personale e nella quale scelse infine di essere sepolto.


I Misteri di Trapani


La chiesa è strettamente legata ai Misteri di Trapani, i gruppi scultorei che rappresentano episodi della Passione e morte di Cristo e costituiscono il fulcro della processione trapanese del Venerdì Santo.


Lina Novara fa risalire le origini della tradizione al periodo compreso tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento. La processione era legata alla Società del Sangue di Cristo, che nel 1646 si fuse con la Confraternita di San Michele.


I gruppi furono realizzati con una tecnica caratteristica nota come legno, tela e colla. I volti, le mani, i piedi e le altre parti visibili delle figure venivano scolpiti nel legno e applicati a una struttura lignea, rivestita di sughero per creare volume senza aumentarne eccessivamente il peso. Gli abiti erano invece realizzati con tela impregnata di gesso e colla animale e modellata in morbide pieghe.


La raccolta comprende diciotto gruppi della Passione, insieme ai simulacri di Gesù nell’urna e dell’Addolorata. Sebbene la tradizione abbia origini più antiche, Novara osserva che la maggior parte dei gruppi dell’attuale processione è costituita da rifacimenti settecenteschi delle composizioni originarie.


La chiesa e la processione


Il legame tra il Purgatorio e i Misteri ha reso la chiesa un importante punto di riferimento dell’identità religiosa e culturale di Trapani. Al di fuori della processione annuale, i gruppi scultorei sono stati tradizionalmente esposti all’interno della chiesa, permettendo di osservarli singolarmente anziché come parte dell’insieme processionale in movimento.


Il rapporto tra i gruppi e la loro sede non è stato tuttavia sempre ininterrotto. I Misteri partirono dalla Chiesa del Collegio tra il 1947 e il 1957 e i lavori di restauro al Purgatorio hanno determinato un nuovo trasferimento temporaneo al Collegio nel dicembre 2025.


Questi spostamenti riflettono le mutevoli esigenze pratiche di conservazione e organizzazione della raccolta, mentre la Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio rimane storicamente identificata come la sede dei Misteri.

Fonti e ulteriori letture


Esplora le fonti storiche e architettoniche utilizzate per documentare la Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, la facciata di Giovanni Biagio Amico e il suo legame personale con la chiesa, nonché la storia e le tecniche artistiche dei Misteri di Trapani.

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Rappresentazione grafica dello stemma di Trapani.
Rappresentazione grafica dello stemma di Erice.
Rappresentazione grafica dello stemma di Valderice.
Rappresentazione grafica dello stemma di Custonaci.
Rappresentazione grafica dello stemma di Paceco.
Rappresentazione grafica dello stemma di Castellammare del Golfo.
Rappresentazione grafica dello stemma di San Vito Lo Capo.

Questi stemmi identificano le città e i comuni che fanno parte dello storico territorio degli Elimi, la regione esplorata da Elymian Atlas.

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