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Chiesa del Collegio dei Gesuiti

Una chiesa e un collegio gesuitico del Seicento nel cuore della Trapani storica.

La Chiesa del Collegio dei Gesuiti è una chiesa barocca del Seicento a Trapani, parte di un antico complesso religioso ed educativo della Compagnia di Gesù.

Informazioni principali

Tipologia:

Comune:

Chiesa

Trapani

Area:

Centro storico

La Chiesa del Collegio dei Gesuiti fa parte di un importante complesso gesuitico su Corso Vittorio Emanuele, nel centro storico di Trapani. Dedicata all’Immacolata Concezione, la chiesa si sviluppò insieme all’adiacente collegio, che divenne un importante centro di istruzione della città.

La Compagnia di Gesù si stabilì a Trapani nel 1580, inizialmente con un altare nella chiesa della Confraternita di San Michele. Nel 1616 i Gesuiti si trasferirono nel sito del nuovo collegio e il 13 giugno 1638 la nuova chiesa fu solennemente consacrata dal cardinale Spinola, vescovo di Mazara.

La chiesa presenta tre navate divise da colonne di marmo e conserva un elaborato apparato decorativo di marmi, stucchi e dorature. Giuseppe Maria Di Ferro, scrivendo nel 1825, riferisce che l’intero interno avrebbe dovuto essere rivestito di marmi scolpiti, ma il progetto rimase incompiuto in seguito alla soppressione della Compagnia di Gesù in Sicilia nel 1768.

L’adiacente collegio si sviluppava intorno a un cortile quadrangolare e comprendeva aule, sale di riunione e altri ambienti istituzionali. Dopo la soppressione dei Gesuiti, il complesso mantenne la propria funzione educativa sotto un’amministrazione laica e, all’epoca di Di Ferro, ospitava la Reale Accademia degli Studj di Trapani.

Foto: Martin Moxer, Alamy

Esplora e approfondisci


Approfondisci la storia dei Gesuiti a Trapani, l’architettura e la decorazione incompiuta della loro chiesa, le opere d’arte documentate all’inizio dell’Ottocento e l’istituzione educativa sviluppatasi nell’antico collegio.


I Gesuiti a Trapani


Scrivendo nel 1825, lo storico trapanese Di Ferro fa risalire la presenza della Compagnia di Gesù a Trapani al 1580, quando i Gesuiti stabilirono un altare nella chiesa della Confraternita di San Michele. L’altare era dedicato alla Concezione della Vergine, anticipando la dedicazione successivamente attribuita alla loro chiesa.


Nel 1616 la comunità si trasferì nel sito occupato dal collegio gesuitico. La nuova chiesa fu solennemente consacrata il 13 giugno 1638 dal cardinale Spinola, vescovo di Mazara, con la dedicazione alla Concezione della Madre di Dio.


Il complesso che ne risultò riuniva le funzioni religiose, comunitarie ed educative proprie della Compagnia di Gesù. La chiesa, il collegio, le aule, le sale di riunione e gli altri ambienti finirono per occupare un vasto isolato nel centro di Trapani.


La chiesa e la decorazione incompiuta


La descrizione di Di Ferro del 1825 offre una testimonianza dettagliata della chiesa prima di molte trasformazioni successive. Lo storico descrive una facciata realizzata in marmo e pietra locale e un interno suddiviso in tre navate da colonne di marmo.


La volta era riccamente decorata con stucchi e dorature, mentre un pulpito in marmi policromi presentava figure a rilievo e a mezzo rilievo. Il rivestimento marmoreo avrebbe dovuto estendersi molto più ampiamente all’interno dell’edificio: secondo Di Ferro, l’intera chiesa doveva essere rivestita di marmi scolpiti.


Il programma non fu mai completato. La soppressione della Compagnia di Gesù in Sicilia nel 1768 interruppe i lavori, lasciando tracce della decorazione prevista sulla parete verso la sagrestia e sui pilastri della cappella maggiore.


Le opere d’arte documentate da Di Ferro


Di Ferro documenta nel 1825 una ricca raccolta di dipinti e sculture all’interno della chiesa. Tra questi figurava un dipinto di San Francesco Borgia attribuito all’artista che egli definisce il «celebre Morrealese», insieme a raffigurazioni dei santi gesuiti Luigi Gonzaga e Stanislao Kostka.


La cappella del fondatore della Compagnia di Gesù era decorata con colonne di marmo libeccio, figure di angeli e dorature in un’opera che Di Ferro attribuisce a Giovanni Biagio Amico. Il presbiterio comprendeva un altare in marmo e un elaborato tabernacolo con lapislazzuli e argento dorato.


Di Ferro registra inoltre una raffigurazione marmorea della Vergine Immacolata circondata da angeli, opera dello scultore palermitano Ignazio Marabitti, e un dipinto di San Francesco Saverio la cui attribuzione era già incerta ai suoi tempi.


Sopra gli arredi della sagrestia si trovavano dodici piccoli dipinti raffiguranti le teste degli Apostoli. Di Ferro li riteneva opere originali di Jusepe de Ribera, detto lo Spagnoletto. Si tratta di un’importante attribuzione storica, che non deve tuttavia essere necessariamente interpretata come una conferma moderna della loro paternità.


Dal collegio gesuitico alla Reale Accademia


L’adiacente collegio costituiva un vasto complesso educativo organizzato intorno a un cortile quadrangolare con colonne di marmo. Di Ferro attribuisce la facciata architettonica di quella che era divenuta la Reale Accademia degli Studj al trapanese Francesco Pinna e ne data l’esecuzione al 1659, quando padre Gregorio Tagliavia governava il collegio gesuitico.


Dopo la soppressione dei Gesuiti, la funzione educativa degli edifici continuò. Nel 1825 l’antico collegio ospitava la Reale Accademia degli Studj, che offriva un programma di insegnamento insolitamente ampio.


Di Ferro elenca discipline che comprendevano teologia, diritto civile e canonico, medicina teorica e pratica, chirurgia e anatomia, logica e metafisica, geometria e algebra, fisica e matematica, disegno e belle arti, retorica, umanità e grammatica.


La sua testimonianza documenta quindi una fase importante della storia del complesso: sebbene l’originaria amministrazione gesuitica fosse terminata, l’antico collegio rimaneva uno dei principali centri di istruzione di Trapani.

Fonti e ulteriori letture


Esplora le fonti storiche e locali utilizzate per documentare la Chiesa del Collegio dei Gesuiti, dall’insediamento della Compagnia di Gesù a Trapani e dalla costruzione del suo complesso religioso ed educativo fino all’architettura, alle opere d’arte e al successivo utilizzo come Reale Accademia degli Studj.

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Rappresentazione grafica dello stemma di Trapani.
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