Stele di Anchise
Un monumento a Virgilio sulla leggendaria costa di Anchise
La Stele di Anchise è un monumento marmoreo a Pizzolungo, eretto nel 1930 per commemorare Virgilio e l'antica tradizione che collega la costa di Erice alla morte e alla sepoltura di Anchise, padre di Enea.
Informazioni principali
Tipologia:
Comune:
Monumento commemorativo
Erice
Area:
Pizzolungo
La Stele di Anchise, nota anche come Stele Virgiliana, sorge sulla costa di Pizzolungo, ai piedi del Monte Erice. Fu eretta nell'ottobre del 1930 in occasione del bimillenario della nascita del poeta romano Virgilio e fu finanziata da Giuseppe Platamone, allora podestà di Trapani.
Il monumento ricorda il legame tra questo tratto della costa ericina e gli episodi narrati nell'Eneide di Virgilio. Nel poema, Anchise muore a Drepanum durante il viaggio di Enea da Troia verso l'Italia; Enea ritorna successivamente in Sicilia per onorare il padre presso la sua tomba con sacrifici e giochi funebri.
La stele non indica una tomba identificata archeologicamente. Riflette invece una tradizione molto più antica che colloca il paesaggio virgiliano lungo la costa tra Pizzolungo e Bonagia. Per secoli storici e antiquari siciliani hanno cercato di identificare i luoghi descritti nell'Eneide con elementi reali del paesaggio costiero.
L'iscrizione della stele evoca il litorale di Erice, il mare e la memoria duratura di Virgilio. Il monumento riunisce così le antiche tradizioni letterarie legate ad Anchise ed Enea e la commemorazione novecentesca del poeta che legò così strettamente la loro storia alla Sicilia occidentale.

Foto: Elymian Atlas
Esplora e approfondisci
Scopri la storia, l'architettura, l'archeologia, i personaggi e gli eventi legati a questo luogo, con informazioni più dettagliate sulle sue origini, il suo sviluppo e il suo significato.
Il monumento virgiliano
La Stele di Anchise fu eretta nell'ottobre del 1930 nell'ambito delle celebrazioni per il bimillenario della nascita di Virgilio. Finanziata da Giuseppe Platamone, allora podestà di Trapani, fu uno dei numerosi monumenti e progetti realizzati in Italia in occasione dell'anniversario.
Sul monumento è incisa un'iscrizione che lega la poesia di Virgilio al paesaggio e al mare di Erice:
Perché sul lido d'Erice l'onda dei ricordi e la musica di Virgilio gli Italiani sentano eterne come il battito sonoro del mare
Il monumento appartiene anche al contesto politico e culturale nel quale fu celebrato il bimillenario. Lo storico Tommaso Ricchieri colloca le celebrazioni virgiliane nel quadro della promozione, da parte del regime fascista, di Virgilio e dell'antica Roma come simboli dell'identità nazionale italiana. Il richiamo dell'iscrizione agli Italiani e alla permanenza della memoria del passato riflette questo più ampio contesto.
La stele era originariamente dotata di maniglie dorate sui lati, successivamente rubate. Più recentemente, dopo essere stata imbrattata con graffiti, è stata ripulita nel giugno del 2025.
Leggende e mitologia
Esplora i miti, le leggende, il folklore e le antiche tradizioni associati a questo luogo, comprese le storie, le figure e le credenze che ne hanno plasmato l'identità culturale.
Anchise e l'Eneide
Il legame della costa ericina con Anchise deriva principalmente dall'Eneide di Virgilio. Durante il viaggio di Enea da Troia verso l'Italia, il suo anziano padre Anchise muore a Drepanum, l'antico insediamento associato all'odierna Trapani. Enea ricorda la morte del padre come uno dei più grandi dolori del suo viaggio.
Un anno dopo, una tempesta riconduce i Troiani in Sicilia. Enea ritorna alla tomba del padre e commemora l'anniversario della sua morte con sacrifici e solenni giochi funebri. Durante i riti, un serpente emerge dalla tomba e assaggia le offerte deposte presso il sepolcro. Virgilio lascia Enea incerto se la creatura sia il genio tutelare del luogo oppure uno spirito al servizio di Anchise.
I giochi celebrati in onore di Anchise comprendono una gara navale, una corsa a piedi, un incontro di pugilato e una gara di tiro con l'arco. L'episodio pone il mare e il paesaggio intorno a Drepanum al centro di uno dei più ampi passaggi siciliani dell'Eneide.
Il racconto collega inoltre Anchise direttamente al Monte Erice. Dopo che le donne troiane incendiano le navi, alcuni dei compagni di Enea rimangono in Sicilia. Prima di proseguire il viaggio, Enea fonda sul Monte Eryx un santuario dedicato a Venere e nomina un sacerdote incaricato di custodire la tomba di Anchise, che Virgilio descrive come circondata da un bosco sacro.
Alla ricerca della tomba di Anchise
Virgilio colloca la morte e la sepoltura di Anchise nella regione di Drepanum ed Eryx, ma non fornisce una localizzazione che possa essere identificata con certezza con un sito archeologico tuttora esistente. Gli storici dei secoli successivi cercarono quindi di mettere in relazione il paesaggio descritto nell'Eneide con luoghi reali lungo la costa ericina.
La tradizione può essere fatta risalire almeno al XVI secolo. Nel 1558 lo storico siciliano Tommaso Fazello mise in relazione la costa di Bonagia con il racconto virgiliano. In seguito anche altri autori, tra cui gli storici ericini Antonio Cordici e Giuseppe Vito Castronovo, presero in considerazione possibili ubicazioni della tomba di Anchise e dei giochi funebri.
A partire dal XVIII secolo, diversi autori identificarono l'Isola Asinelli, il piccolo isolotto roccioso al largo della costa ai piedi del Monte Erice, con lo scoglio utilizzato come punto di virata durante la gara navale descritta nell'Eneide. Nel 1947 Nicola Lamia sostenne invece che il porto e il paesaggio circostante descritti da Virgilio dovessero essere identificati più precisamente con il golfo di Bonagia.
Vittorio Sartarelli collocò successivamente i giochi funebri lungo la costa tra Pizzolungo e Bonagia e identificò anch'egli l'Isola Asinelli con il punto di virata della gara navale. Suggerì inoltre che la posizione scelta per la Stele di Anchise riflettesse una tradizione che collocava la leggendaria tomba nell'entroterra rispetto al monumento, verso le pendici del Monte Erice. Queste identificazioni rimangono interpretazioni della geografia letteraria di Virgilio e non costituiscono prove archeologiche dell'ubicazione della tomba di Anchise.
Fonti e ulteriori letture
Esplora le fonti storiche, le ricerche archeologiche, i libri, gli studi accademici e i documenti ufficiali utilizzati per documentare questo luogo, con collegamenti per ulteriori letture e ricerche.