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Chiesa di San Francesco

Chiesa francescana medievale con convento del XIV secolo

La Chiesa di San Francesco è una chiesa francescana del XIV secolo a Erice, fondata da Francesco II Ventimiglia e storicamente nota anche come Chiesa dello Spirito Santo.

Informazioni principali

Tipologia:

Comune:

Chiesa

Erice

Area:

Centro storico

La Chiesa di San Francesco e l'adiacente convento furono fondati nel XIV secolo in seguito a una bolla emanata da papa Urbano V ad Avignone il 22 agosto 1362 e formalmente presentata a Catania nel 1364. Il complesso fu fondato da Francesco II Ventimiglia, conte di Geraci, sul sito del Palazzo Abbati, tradizionalmente associato al luogo di nascita di Sant'Alberto da Trapani. La prima messa nella chiesa fu celebrata nel 1370.

L'originario complesso francescano fu notevolmente ampliato nei secoli successivi. Nel 1598 il padre guardiano Tommaso Angelo ingrandì il convento e vi aggiunse un chiostro; interventi successivi compresero un grande scalone alla fine del XVII secolo, nuovi dormitori, un coro ligneo in noce intagliato nel XVIII secolo e un'estesa decorazione a stucco realizzata da Giacomo Giacomazzo di Trapani.

Dopo la soppressione della comunità religiosa nel 1866, l'ex convento assunse nuove funzioni civiche e divenne in seguito l'ospedale comunale San Raffaele Arcangelo. Dagli anni Settanta del Novecento il complesso è legato alla Fondazione Ettore Majorana e Centro di Cultura Scientifica e ospita oggi l'Eugene P. Wigner Institute. La chiesa continua invece a essere utilizzata per il culto.

Foto: Elymian Atlas

Esplora e approfondisci


Il Palazzo Abbati e Sant'Alberto


Prima della fondazione del convento francescano, il sito era occupato dal Palazzo Abbati, legato alla famiglia degli Abati — o Abbati — di Erice.


La tradizione storica locale identifica questo palazzo come il luogo di nascita di Sant'Alberto da Trapani, nato Alberto degli Abati nel XIII secolo e divenuto in seguito uno dei più importanti santi delle origini dell'Ordine Carmelitano. Lo storico ottocentesco Giuseppe Castronovo riferisce questa tradizione attingendo anche a precedenti cronisti ericini, tra cui Antonio Cordici e Spalla. L'identificazione va quindi considerata come una consolidata tradizione locale, piuttosto che come un luogo di nascita documentato con certezza.


La fondazione di San Francesco legò così il nuovo complesso religioso francescano a un luogo già associato, nella memoria storica ericina, a una delle più importanti figure religiose della città.


Francesco II Ventimiglia e la fondazione francescana


Il promotore della nuova fondazione fu Francesco II Ventimiglia, detto Franceschello, uno dei più potenti nobili siciliani della seconda metà del XIV secolo.


Membro della famiglia Ventimiglia e conte di Geraci, Francesco controllava vasti territori nelle Madonie e nella Sicilia settentrionale. La sua carriera lo pose al centro della turbolenta politica siciliana del tardo Medioevo. Dopo la morte di Federico IV nel 1377, divenne uno dei Quattro Vicari, il gruppo di potenti baroni che governò la Sicilia in nome della giovane regina Maria.


Il suo patrocinio a Erice ebbe però inizio alcuni anni prima. In seguito alla bolla emanata da papa Urbano V il 22 agosto 1362, Francesco fondò la chiesa e il convento francescano sul sito del Palazzo Abbati. Il documento pontificio fu formalmente presentato a Catania nel 1364 e la prima messa nella nuova chiesa fu celebrata nel 1370.


La fondazione appartiene quindi non soltanto alla storia religiosa di Erice, ma anche al più ampio fenomeno del patronato aristocratico che contribuì a plasmare la Sicilia medievale.


Lo sviluppo del convento


Il complesso francescano rimase relativamente modesto durante i primi secoli della sua esistenza. Un'importante fase di ampliamento ebbe inizio nel 1598, quando il padre guardiano Tommaso Angelo ingrandì il convento e costruì un chiostro, creando il nucleo del complesso giunto fino a noi.


Seguirono ulteriori interventi. Verso la fine del XVII secolo fu realizzato un grande scalone, mentre nel XVIII secolo furono costruiti nuovi dormitori e un coro ligneo in noce intagliato. Gli interni furono inoltre arricchiti da un'estesa decorazione a stucco eseguita da Giacomo Giacomazzo di Trapani.


Questi successivi interventi trasformarono la fondazione medievale in un complesso religioso molto più ampio, nel quale la chiesa, il chiostro e gli edifici conventuali servivano sia la comunità francescana sia, in diverse occasioni, la città.


Oltre la comunità religiosa


Il convento non rimase completamente separato dalla vita civile. Le fonti storiche ricordano che i suoi edifici furono utilizzati per ospitare personalità di rilievo e, occasionalmente, truppe.


Un cambiamento molto più radicale seguì la soppressione delle corporazioni religiose nel 1866. Il convento cessò di essere una casa francescana e assunse successivamente una nuova funzione pubblica come ospedale civico San Raffaele Arcangelo, adattando gli antichi ambienti monastici alle esigenze della comunità locale.


La sopravvivenza del complesso riflette quindi diverse fasi della storia di Erice: il patronato aristocratico e religioso medievale, la vita conventuale francescana e la trasformazione degli antichi beni ecclesiastici in strutture di uso civico dopo l'Unità d'Italia.


Da convento a istituto scientifico


Un'ulteriore trasformazione ebbe inizio nel XX secolo. Dagli anni Settanta l'ex convento è utilizzato dalla Fondazione Ettore Majorana e Centro di Cultura Scientifica, che ha istituito all'interno del complesso storico l'Eugene P. Wigner Institute.


L'ex convento continua così a svolgere una funzione istituzionale ed educativa, ospitando attività di formazione scientifica e iniziative accademiche internazionali all'interno di edifici originariamente creati per una comunità religiosa medievale.


Il chiostro e gli altri ambienti conventuali conservano il carattere storico del complesso, mentre l'adiacente Chiesa di San Francesco continua a essere utilizzata per il culto.


San Francesco o Spirito Santo?


La chiesa compare nelle fonti storiche e moderne con entrambi i nomi di San Francesco e Spirito Santo. Il nome San Francesco riflette le sue origini all'interno del convento francescano e il legame con San Francesco d'Assisi, mentre Chiesa dello Spirito Santo è anch'esso documentato come denominazione dell'edificio.


Oggi San Francesco è il nome più comunemente utilizzato per il complesso ed è conservato anche nella denominazione di Via San Francesco, sulla quale sorge la chiesa.

Fonti e ulteriori letture


Esplora le fonti storiche, gli studi accademici e le fonti ufficiali utilizzate per documentare la Chiesa di San Francesco, il convento francescano, il legame del sito con Sant'Alberto da Trapani e il patronato di Francesco II Ventimiglia.

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Rappresentazione grafica dello stemma di Trapani.
Rappresentazione grafica dello stemma di Erice.
Rappresentazione grafica dello stemma di Valderice.
Rappresentazione grafica dello stemma di Custonaci.
Rappresentazione grafica dello stemma di Paceco.
Rappresentazione grafica dello stemma di Castellammare del Golfo.
Rappresentazione grafica dello stemma di San Vito Lo Capo.

Questi stemmi identificano le città e i comuni che fanno parte dello storico territorio degli Elimi, la regione esplorata da Elymian Atlas.

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