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Chiesa di San Francesco d'Assisi

Una chiesa francescana seicentesca coronata da una grande cupola

La Chiesa di San Francesco d'Assisi a Trapani è un edificio francescano del Seicento, progettato da Bonaventura Certo e caratterizzato da una grande cupola e da decorazioni scultoree in stucco.

Informazioni principali

Tipologia:

Comune:

Chiesa

Area:

Centro storico

La Chiesa di San Francesco d'Assisi sorge nel centro storico di Trapani, dove i francescani si insediarono nel XIII secolo. L'edificio attuale risale in gran parte alla ricostruzione seicentesca della chiesa medievale e dell'annesso convento, che per secoli costituirono un importante centro della vita religiosa cittadina.


La ricostruzione fu avviata per iniziativa del francescano Giuseppe Napoli senior e proseguita dal nipote, Giuseppe Napoli junior. Il progetto fu affidato a fra Bonaventura Certo, architetto francescano originario di Messina, che trasformò l'antica chiesa in un edificio di maggiori dimensioni, completato nel 1638. La chiesa presenta una pianta a croce latina, con navata unica, cappelle laterali, transetto e una grande cupola sostenuta da quattro robusti pilastri. La facciata è scandita da lesene tuscaniche, mentre l'interno combina forme architettoniche di ispirazione classica con un articolato apparato decorativo. Tra gli elementi più significativi figurano le statue in stucco raffiguranti virtù morali e pontefici francescani, alcune delle quali attribuite allo scultore trapanese Cristoforo Milanti.


In seguito alla soppressione delle corporazioni religiose nel 1866, il convento perse la propria funzione originaria. I Frati Minori Conventuali tornarono a officiare nella chiesa nel 1925, anno in cui essa fu anche eretta a parrocchia. La chiesa conserva ancora oggi la propria funzione religiosa e testimonia la lunga presenza dell'Ordine francescano nella storia di Trapani.

Foto: Andrey Khrobostov, Alamy

Esplora e approfondisci


Le origini medievali della comunità francescana


La presenza francescana a Trapani risale al XIII secolo. Secondo la ricostruzione storica riportata dai Frati Minori Conventuali, la fondazione della comunità è attribuita a fra Angelo Tancredi da Castrovillari, talvolta confuso nelle fonti con altri francescani dello stesso nome.


Il primo insediamento sorse presso la chiesetta di Santa Maria degli Egiziaci, detta anche di Santa Caterina, alla quale fu successivamente affiancato un convento.


Un'iscrizione posteriore, conservata nella chiesa, ricorda un ampliamento dell'edificio originario nel 1272, durante il generalato di san Bonaventura nell'Ordine francescano. La ricostruzione seicentesca modificò profondamente il complesso medievale.


Bonaventura Certo e la ricostruzione seicentesca


La ricostruzione fu il risultato di un programma avviato da Giuseppe Napoli senior, morto nel 1627, e portato avanti dal nipote Giuseppe Napoli junior.


Fra Bonaventura Certo, originario di Messina, operò come architetto a Trapani nella prima metà del XVII secolo. Tra i suoi interventi figura anche la ricostruzione della Chiesa di San Lorenzo, oggi Cattedrale di Trapani.


A San Francesco, Certo adottò un linguaggio architettonico di ispirazione classica, caratterizzato da robuste lesene tuscaniche, superfici murarie ordinate e decorazioni contenute. Un'iscrizione ricorda il completamento della chiesa il 3 ottobre 1638.


Nella sua guida di Trapani del 1825, Giuseppe Maria Di Ferro elogiò le proporzioni dell'edificio e la semplicità delle sue forme architettoniche. Egli collocava l'intervento di Certo intorno al 1660, ma gli studi successivi hanno corretto questa cronologia.


La cupola e l'architettura interna


La grande cupola si innalza sopra l'incrocio dei bracci della pianta a croce latina e costituisce uno degli elementi riconoscibili del profilo storico di Trapani. La affiancano due torrette con cupolini, una destinata all'orologio e l'altra alle campane.


L'interno è formato da una navata unica con cappelle laterali incassate e un transetto poco profondo. La cupola poggia su quattro robusti pilastri, mentre le finestre aperte al di sopra del cornicione principale illuminano la navata.


Questi elementi erano già descritti da Di Ferro nel 1825, che apprezzava in particolare le proporzioni della chiesa e l'armonia tra le sue diverse parti architettoniche.


Cristoforo Milanti e le virtù francescane


La chiesa conserva una serie di sculture in stucco legate all'attività dell'artista trapanese Cristoforo Milanti.


Undici figure rappresentano virtù morali associate all'insegnamento francescano. Le descrizioni storiche ricordano inoltre sei figure di pontefici francescani, per un totale di diciassette statue.


Di Ferro documentò queste sculture nel 1825, attribuendone alcune a Milanti. La distinzione tra le undici virtù e le sei figure papali contribuisce a spiegare il diverso numero di statue riportato nelle descrizioni della chiesa.


Tra le altre opere ricordate nell'edificio figurano un crocifisso ligneo attribuito a Leonardo Milanti, un dipinto della Madonna di Trapani di Domenico La Bruna e una statua di Santa Lucia decorata con la tecnica dell'estofado.


Un dipinto di San Francesco e il Museo Pepoli


Un dipinto raffigurante San Francesco che riceve le stimmate, un tempo collocato nella cappella di San Francesco, fu trasferito al Museo Pepoli di Trapani nel 1928.


L'opera era tradizionalmente attribuita a Vincenzo da Pavia. Nel 1946 lo storico dell'arte Roberto Longhi la attribuì a Tiziano, datandola intorno al 1525. Filippo Rotolo esaminò questa attribuzione nel suo studio sulla chiesa pubblicato nel 1975.


Le circostanze dell'arrivo del dipinto a Trapani rimangono incerte. Rotolo osservò che la perdita dell'archivio storico del convento rende difficile ricostruirne la provenienza originaria.


Il convento e il chiostro


La chiesa faceva parte di un vasto complesso conventuale francescano.


Nel 1825 Di Ferro descrisse un cortile ornato da colonne di marmo, un grande scalone e lunghi corridoi. Questi elementi testimoniano le dimensioni del convento prima della soppressione ottocentesca delle corporazioni religiose.


Anche Treccani collega Bonaventura Certo ad almeno una parte della ricostruzione del convento e alla realizzazione del chiostro, sebbene l'esatta portata del suo intervento rimanga incerta.

Fonti e ulteriori letture


Le fonti seguenti documentano le origini medievali della chiesa, la ricostruzione seicentesca, l'architettura, il patrimonio artistico e le vicende successive del complesso francescano.

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