Casa delle Colonne
Una dimora cinquecentesca affacciata sull’antica piazza del mercato
La Casa delle Colonne è una dimora cinquecentesca di Erice, così chiamata per le due colonne angolari superstiti e affacciata sull’antica piazza del mercato.
Informazioni principali
Tipologia:
Comune:
Casa
Area:
Centro storico
La Casa delle Colonne è un edificio cinquecentesco che prende il nome dalle due esili colonne angolari che segnano il prospetto occidentale, rivolto verso la scalinata di Via Colonna. L’edificio superstite faceva parte di una proprietà patrizia molto più vasta, frazionata nel corso del tempo.
L’antico complesso si estendeva lungo il lato meridionale dell’isolato fino a una corte interna, dove si conserva un portale insieme ad altri elementi architettonici del XVI secolo. L’arco è decorato con caratteristiche bugne tufacee a punta di diamante. Sul lato settentrionale dello stesso isolato si apre un altro singolare ingresso, ricavato da un unico grande blocco di pietra calcarea che forma stipiti, soglia e architrave.
Questo ingresso collega inoltre la casa a un altro aspetto della storia di Erice: si affacciava sulla piazza del mercato. Il piccolo spazio al di là di Via Albertina degli Abbati, accanto alla Chiesa di San Martino, continuò a essere conosciuto come Piazzetta del Mercato fino al 2000, quando fu intitolato al professor Vincenzo Adragna.
Poco sappiamo, al momento, del funzionamento del mercato, di quando ebbe origine o di quali merci vi fossero vendute. L’antica denominazione conserva tuttavia la memoria di una funzione commerciale quotidiana oggi in gran parte scomparsa dal centro storico e offre un punto di partenza per comprendere come veniva approvvigionata la città sul monte.

Foto: Elymian Atlas
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La piazza del mercato
L’antica Piazzetta del Mercato occupava il piccolo spazio immediatamente a nord della Casa delle Colonne, presso l’incrocio tra Via Pietro Salerno e Via Albertina degli Abbati, accanto alla Chiesa di San Martino.
Sebbene la sua funzione storica sia ancora poco documentata, le fonti architettoniche e la toponomastica comunale la identificano come l’antica piazza del mercato. I registri del Comune confermano inoltre che Piazzetta del Mercato era ancora la sua denominazione prima dell’intitolazione del 2000.
La piazza fu dedicata a Vincenzo Adragna, storico ericino i cui studi riguardarono anche l’economia di Erice nel Settecento. Le sue ricerche d’archivio hanno documentato l’economia pastorale dell’Agro Ericino, il vasto territorio rurale storicamente amministrato da Monte San Giuliano.
Tra l’antica piazza del mercato e l’adiacente Piazza San Martino si conserva una struttura in pietra, talvolta identificata localmente come un antico banco del pesce. La sua funzione originaria non è stata finora confermata da fonti documentarie.

Oggi nell’antico spazio del mercato si trova anche una statua di San Pio da Pietrelcina (Padre Pio), accanto alla Chiesa di San Martino. La data e le circostanze della sua collocazione, così come un eventuale legame diretto con la chiesa, non sono ancora state accertate.
Nutrire Erice
Erice era storicamente il centro di un territorio agricolo che si estendeva ben oltre l’abitato sulla vetta. Le fonti storiche ricordano vigneti e uliveti sul Monte Erice, mentre la documentazione successiva testimonia attività agricole e un’estesa economia pastorale nell’Agro Ericino.
I documenti comunali del Settecento restituiscono un paesaggio di pascoli comuni, masserie, allevamenti, pozzi e abbeveratoi. Vaste proprietà dell’Università di Monte San Giuliano venivano concesse in gabella per il pascolo, facendo della pastorizia una componente importante dell’economia locale. Masserie, mangiatoie, pozzi e altre strutture documentate ancora nel Novecento conservavano testimonianze materiali di questo paesaggio pastorale.
L’Agro Ericino era inoltre strettamente legato all’economia della vicina Trapani. Le fonti storiche registrano l’arrivo a Trapani di prodotti provenienti da Erice e dal suo territorio, tra cui pollame, miele, latticini e neve.
Non è invece ancora documentato come i prodotti delle campagne circostanti venissero distribuiti all’interno dell’abitato sulla vetta, né quale ruolo avesse la Piazzetta del Mercato nella loro vendita.
La carne e il mattatoio comunale
La storia della macellazione offre indicazioni più precise su come gli alimenti venissero un tempo prodotti e gestiti all’interno di Erice. Per un lungo periodo la macellazione avvenne in Piazza della Loggia, in locali prospicienti la Torre dei Giurati. Un’attività oggi normalmente separata dagli spazi civici e residenziali si svolgeva quindi nel cuore amministrativo di Monte San Giuliano.
Nel 1748 fu realizzato un mattatoio comunale addossato alle mura, presso l’angolo esterno settentrionale di Porta del Carmine. Alla fine dell’Ottocento questi locali erano ormai inadeguati e nel 1896 l’ingegnere comunale Andrea Borruso progettò un nuovo mattatoio appositamente costruito. Il progetto recepiva i criteri più aggiornati dell’epoca per l’organizzazione degli spazi, riservando attenzione anche all’aspetto architettonico dell’edificio.
Il nuovo mattatoio entrò in funzione nei primi anni del Novecento, ma risultò sovradimensionato rispetto alle esigenze di una popolazione residente già in diminuzione e non fu mai utilizzato intensivamente. I successivi cambiamenti nei sistemi di produzione, commercializzazione, trasporto e conservazione della carne ne ridussero progressivamente l’utilità, fino alla chiusura.
Insieme all’antica piazza del mercato, questa storia offre uno scorcio sui sistemi pratici attraverso i quali la città sul monte veniva un tempo rifornita e alimentata.
Fonti e ulteriori letture
Queste fonti documentano l’architettura della Casa delle Colonne, l’antica piazza del mercato e l’economia agricola e alimentare dell'Erice storica e dell’Agro Ericino.