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Quartiere spagnolo

Una caserma seicentesca incompiuta affacciata sul versante settentrionale di Erice.

Il Quartiere spagnolo è un'ex caserma del XVII secolo a Erice, costruita durante la dominazione spagnola per ospitare i soldati fuori dal centro abitato e oggi utilizzata come museo e spazio espositivo.

Informazioni principali

Tipologia:

Comune:

Caserma, Museo

Erice

Area:

Centro storico

Il Quartiere spagnolo occupa uno sperone roccioso all'estremità settentrionale di Erice, affacciato sulla costa verso Monte Cofano. La costruzione ebbe inizio nella prima metà del XVII secolo, quando la Sicilia faceva parte della monarchia spagnola.

La sua origine è legata all'obbligo della posata, in base al quale le comunità erano tenute a fornire vitto e alloggio ai soldati. Per evitare di ospitare la guarnigione nelle proprie case, gli abitanti di Erice si autotassarono per finanziare la costruzione di una caserma appositamente destinata ai militari, fuori dal principale nucleo abitato.

Il progetto non fu mai completato. I lavori furono interrotti nel 1632 e i soldati vennero invece alloggiati nel Castello di Venere, lasciando incompiuto l'edificio sul margine settentrionale della città. Dopo secoli di abbandono, il Quartiere spagnolo fu restaurato all'inizio del XXI secolo ed è oggi utilizzato come museo e spazio espositivo.

Il sito fa inoltre parte del ben più antico paesaggio archeologico dell'antica Eryx.

Gli scavi condotti nel 2002 sul versante settentrionale sotto il Quartiere spagnolo portarono alla luce un santuario all'aperto databile tra la fine del VI e gli inizi del V secolo a.C. Incentrato su una fossa rituale scavata nella roccia, contenente resti animali e offerte, il sito è stato identificato come un probabile thesmophorion legato al culto di Demetra, testimoniando attività religiose al di fuori delle mura della città antica.

Foto: Elymian Atlas

Esplora e approfondisci


La storia del sito del Quartiere spagnolo si estende ben oltre la caserma seicentesca. I resti archeologici sul pendio sottostante rivelano parte del paesaggio sacro dell'antica Eryx, mentre l'edificio incompiuto conserva testimonianze della storia di Erice durante la dominazione spagnola.


L'obbligo della posata



La decisione di costruire il Quartiere spagnolo fu una risposta al sistema della posata, che obbligava le comunità a fornire alloggio e provviste ai soldati di stanza nel loro territorio.


Per evitare di ospitare i membri della guarnigione spagnola nelle abitazioni private, gli abitanti di Erice raccolsero denaro attraverso una tassa locale per costruire una caserma appositamente destinata ai militari. Il luogo prescelto si trovava all'estremità settentrionale della città, vicino alla Chiesa di Sant'Antonio Abate e separato da gran parte del centro abitato.


Una caserma incompiuta


La costruzione si interruppe nel 1632, prima che il complesso previsto fosse completato. I soldati spagnoli furono invece alloggiati nel Castello di Venere e la caserma incompiuta rimase in gran parte abbandonata.


La sua posizione isolata e il lungo periodo di abbandono finirono successivamente per intrecciarsi con il folklore locale, in particolare con la leggenda del Berretto Rosso.


Il Santuario di Demetra


Il Quartiere spagnolo sorge sopra un sito archeologico molto più antico. Nel 2002, le indagini condotte sul versante settentrionale sotto l'edificio portarono alla luce un piccolo santuario extraurbano databile principalmente tra la fine del VI e gli inizi del V secolo a.C. Sei saggi esplorativi individuarono tracce di attività estrattive e una serie di depositi archeologici sul pendio roccioso terrazzato.


Al centro del santuario si trovava una fossa rituale, o bothros, scavata nella roccia. Il suo riempimento conteneva cenere e carbone insieme a ossa animali — in particolare di maiali e ovicaprini — conchiglie, ceramiche, lucerne, piccoli recipienti, statuette in terracotta e occasionali oggetti metallici. Non furono individuate strutture monumentali di rilievo, suggerendo che si trattasse essenzialmente di un luogo di culto all'aperto.


La natura dei ritrovamenti e l'uso del bothros indicano rituali associati a divinità ctonie, legate cioè al mondo sotterraneo. Gli archeologi hanno quindi identificato il sito come un probabile thesmophorion, un santuario associato al culto di Demetra.


Demetra era la dea greca dell'agricoltura, del grano e della fertilità, strettamente associata al ciclo della crescita e del rinnovamento e spesso venerata insieme alla figlia Persefone. Il suo culto era ampiamente diffuso nell'antica Sicilia. Una delle principali festività a lei associate erano le Tesmoforie, celebrazioni religiose riservate alle donne e legate alla fertilità e al ciclo agricolo.


La posizione del santuario oltre le antiche fortificazioni è particolarmente significativa. La sua collocazione segue un modello riscontrato in altri santuari di Demetra, in particolare quelli associati alle Tesmoforie. Il sito fornisce quindi importanti testimonianze di attività religiose organizzate al di fuori delle mura dell'antica Eryx durante il periodo in cui si stava sviluppando il primo insediamento urbano.


Restauro e riuso


Il Quartiere spagnolo rimase abbandonato fino all'inizio del XXI secolo. Un intervento di restauro strutturale, realizzato intorno al 2005, mise in sicurezza l'edificio superstite, che fu successivamente destinato ad attività culturali.


Oggi è utilizzato come spazio espositivo, con allestimenti dedicati alla storia, alla cultura tradizionale e ai legami marittimi di Erice e del suo territorio.

Leggende e mitologia


Il lungo abbandono del Quartiere spagnolo diede origine a una delle più caratteristiche storie di fantasmi di Erice: la leggenda del Berretto Rosso, una figura soprannaturale che si dice infestasse l'edificio e il quartiere circostante.


Il Berretto Rosso


Secondo la tradizione locale, il Quartiere spagnolo divenne il rifugio dello spirito di un soldato spagnolo conosciuto come Berretto Rosso (Birrittedda russa in siciliano). Si raccontava che il soldato avesse commesso diversi omicidi prima di essere condannato a morte e impiccato su una forca nello spazio aperto davanti alla caserma.


La leggenda racconta che il condannato morì senza pentirsi e fu maledetto a rimanere nel luogo in cui aveva versato sangue innocente. Il suo fantasma cominciò quindi a terrorizzare i soldati della caserma. Di notte si sarebbero uditi ululati, stridore di denti, scrosci d'acqua, tuoni e altri rumori terrificanti, accompagnati da strane fiamme. Le manifestazioni divennero così insopportabili che i soldati finirono per abbandonare l'edificio.


Nelle versioni successive della tradizione, la storia venne collegata all'antico quartiere ebraico di Erice e ai racconti di fantasmi che sarebbero apparsi dopo l'espulsione della comunità ebraica dalla città. Il Berretto Rosso veniva descritto come il terrificante signore soprannaturale di questo quartiere abbandonato.


La leggenda offriva una spiegazione popolare dell'aspetto deserto e in rovina di questa parte di Erice. La ragione storica per cui il Quartiere spagnolo rimase incompiuto è però assai meno misteriosa: i lavori furono interrotti nel 1632 e i soldati furono invece alloggiati nel Castello di Venere.

Fonti e ulteriori letture


Approfondisci le ricerche archeologiche, le testimonianze storiche e le fonti ufficiali utilizzate per documentare il Quartiere spagnolo, il Santuario di Demetra e le tradizioni legate a questo luogo.

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Rappresentazione grafica dello stemma di Trapani.
Rappresentazione grafica dello stemma di Erice.
Rappresentazione grafica dello stemma di Valderice.
Rappresentazione grafica dello stemma di Custonaci.
Rappresentazione grafica dello stemma di Paceco.
Rappresentazione grafica dello stemma di Castellammare del Golfo.
Rappresentazione grafica dello stemma di San Vito Lo Capo.

Questi stemmi identificano le città e i comuni che fanno parte dello storico territorio degli Elimi, la regione esplorata da Elymian Atlas.

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