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Chiesa dell'Annunziata

Chiesa e convento carmelitano del XV secolo fondati in un palazzo medievale

La Chiesa dell’Annunziata, nota anche come Chiesa del Carmine, è una chiesa gotica con annesso ex convento carmelitano, fondati nel 1423 dall’arciprete Bernardo Militari all’interno del proprio palazzo.

Informazioni principali

Tipologia:

Comune:

Chiesa

Erice

Area:

Centro storico

La Chiesa dell’Annunziata e l’adiacente convento carmelitano furono fondati nel 1423 da Bernardo Militari, arciprete di Erice, che trasformò il proprio palazzo per accogliere la comunità carmelitana. Situato appena all’interno di Porta Carmine, il complesso conserva elementi della residenza medievale accanto ad aggiunte successive.

L’ex convento si sviluppa intorno a un cortile e conserva elementi architettonici gotici e rinascimentali, tra cui una bifora con decorazione di gusto chiaramontano. La chiesa fu ampiamente modificata alla fine del XIX secolo, sebbene nell’interno a navata unica e nelle cappelle laterali si conservino ancora le originarie volte a costoloni.

La chiesa custodiva importanti opere commissionate da famiglie nobili locali, tra cui un’Annunciazione in marmo di Antonello Gagini, oggi al Museo Cordici, e una statua di Sant’Alberto realizzata da Giovanni Travaglia nel 1670.

Il complesso carmelitano sopravvisse alle vicende legate alla soppressione delle corporazioni religiose nel XIX secolo e rimase di proprietà dei Carmelitani. Parti dell’ex convento furono successivamente utilizzate come scuola; oggi gli edifici restaurati ospitano l’Hotel Il Carmine, mentre la chiesa rimane aperta al culto.

Foto: Elymian Atlas

Esplora e approfondisci


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Bernardo Militari e la fondazione


La Chiesa dell’Annunziata e il convento carmelitano furono fondati nel 1423 da Bernardo Militari, importante figura ecclesiastica dell’Erice del XV secolo. Militari era arciprete della Chiesa Matrice e canonico della Cattedrale di Mazara, e svolse inoltre un ruolo di rilievo nella vita civile della città.


Anziché costruire un convento completamente nuovo, Militari mise a disposizione il proprio palazzo come sede della comunità carmelitana. La fondazione incorporò quindi una residenza privata preesistente, contribuendo a spiegare la compresenza di elementi domestici, religiosi e di epoche successive ancora visibili nel complesso.


Militari è inoltre associato a interventi nella Chiesa Matrice, dove Tusa gli attribuisce la costruzione del pronao. Il suo coinvolgimento in entrambi gli edifici lo colloca tra i principali committenti dell’Erice del XV secolo.


L’antico palazzo e il convento


L’ex convento è particolarmente significativo per le testimonianze ancora visibili delle sue origini come residenza privata medievale.


L’austero prospetto in pietra presenta elementi architettonici appartenenti a epoche diverse. Tra i più caratteristici vi è una bifora incorniciata da una decorazione riconducibile alla tradizione del gotico chiaramontano. Il portale principale del convento e altre aperture testimoniano successive trasformazioni dell’edificio.


All’interno, il complesso si sviluppa intorno a un cortile nel quale elementi gotici convivono con altri introdotti nel XVI secolo. Questa compresenza riflette la graduale trasformazione della residenza di Bernardo Militari in complesso religioso, anziché la costruzione di un convento secondo un unico progetto unitario.


L’edificio conserva quindi, nella stessa struttura, diverse fasi della storia architettonica di Erice.


La chiesa


La chiesa fu dedicata all’Annunciazione, ma divenne comunemente nota come Chiesa del Carmine per il suo legame con l’Ordine Carmelitano.


La struttura medievale era gotica e costituita principalmente da un’unica navata, con cappelle laterali aggiunte o modificate in epoche diverse. Diverse famiglie nobili locali fondarono e dotarono alcune di queste cappelle, contribuendo nel corso dei secoli alla decorazione della chiesa.


La facciata e gran parte dell’interno furono rimaneggiati verso la fine del XIX secolo. Si conservano tuttavia importanti elementi della chiesa più antica, in particolare le volte a costoloni.


Nella prima cappella a sinistra, i costoloni della volta poggiano su sostegni angolari tortili, con capitelli decorati da teste angeliche. La conservazione di questi elementi testimonia la struttura gotica precedente alle trasformazioni successive.


Cappelle e opere d’arte


Nel corso dei secoli la chiesa acquisì un importante patrimonio di sculture e opere devozionali grazie alle commissioni delle famiglie locali.


Una cappella dedicata all’Annunciazione fu fondata nel 1525 dal nobile Giacomo Pilato e da suo fratello. Ospitava un gruppo marmoreo dell’Annunciazione di Antonello Gagini. L’opera originale fu successivamente trasferita al Museo Cordici, mentre nella chiesa venne collocata una copia.


Un’altra importante opera era la statua marmorea di Sant’Alberto di Trapani, scolpita da Giovanni Travaglia nel 1670 e donata dal nobile Alberto Palma. La chiesa custodiva inoltre una reliquia di Sant’Alberto, tradizionalmente portata in processione nel giorno della sua festa.


L’altare maggiore risale al 1700 circa ed era un tempo associato a un’immagine marmorea della Madonna del Carmine, successivamente trasferita al santuario di Trapani.


Nel 1738 papa Clemente XII concesse privilegi perpetui all’altare maggiore.


Altre cappelle furono modificate con il mutare delle pratiche devozionali. Una cappella costruita nel 1758 e originariamente dedicata a Sant’Angelo Martire, ad esempio, fu restaurata nel 1896 e ridedicata a San Giuseppe.


I Carmelitani e il 1866


La legislazione sulla soppressione delle corporazioni religiose successiva all’Unità d’Italia determinò un periodo di notevole incertezza per la comunità carmelitana e per i suoi beni.


Il complesso di Erice, tuttavia, sfuggì alla confisca definitiva. Le fonti storiche carmelitane riferiscono che il convento non fu definitivamente soppresso e che la chiesa e il convento rimasero di proprietà dell’Ordine.


Nel difficile periodo successivo, gli edifici furono temporaneamente chiusi e le loro condizioni peggiorarono. Il convento fu per un periodo affittato al Comune, ma venne successivamente recuperato dai Carmelitani a seguito di una controversia per il mancato pagamento dei canoni.


La chiesa fu in seguito restaurata grazie all’opera del carmelitano Antonino Isca, morto nel 1909. Questa fase corrisponde ai consistenti interventi di fine Ottocento descritti da Tusa.


Da convento a scuola


L’ex convento acquisì successivamente un’importante funzione educativa.


Dal 1900, l’ala nord-occidentale fu occupata dalla Regia Scuola Complementare Vittorio Emanuele II. L’uso scolastico di questa parte del complesso proseguì con istituzioni successive, tra cui la scuola poi denominata Giuseppe Castronovo.


Altre parti del complesso furono utilizzate in periodi diversi per attività culturali e civiche, mentre la chiesa attraversò periodi di chiusura.


Questi diversi utilizzi permisero all’ex convento di continuare a essere occupato anche dopo che la comunità carmelitana aveva cessato di utilizzare l’intero complesso secondo la sua funzione originaria.


Il Carmine oggi


L’ex convento è stato successivamente restaurato e adattato per ospitare l’Hotel Il Carmine, consentendo al complesso storico di continuare a essere utilizzato pur conservando gran parte del suo carattere architettonico.


Le camere e gli spazi comuni occupano parti degli antichi edifici carmelitani, la cui disposizione irregolare riflette lo sviluppo a partire dalla residenza quattrocentesca di Bernardo Militari.


L’adiacente Chiesa dell’Annunziata rimane un luogo di culto cattolico e fa parte del progetto di valorizzazione della Diocesi di Trapani Erice, la Montagna del Signore.


Insieme, la chiesa e l’ex convento conservano oltre sei secoli di storia religiosa, residenziale e civile in uno dei complessi architettonicamente più stratificati del centro storico di Erice.

Fonti e ulteriori letture


Consulta le fonti storiche, le ricerche archeologiche, i libri, gli studi accademici e i documenti ufficiali utilizzati per documentare questo luogo, con collegamenti per ulteriori letture e ricerche.

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Rappresentazione grafica dello stemma di Trapani.
Rappresentazione grafica dello stemma di Erice.
Rappresentazione grafica dello stemma di Valderice.
Rappresentazione grafica dello stemma di Custonaci.
Rappresentazione grafica dello stemma di Paceco.
Rappresentazione grafica dello stemma di Castellammare del Golfo.
Rappresentazione grafica dello stemma di San Vito Lo Capo.

Questi stemmi identificano le città e i comuni che fanno parte dello storico territorio degli Elimi, la regione esplorata da Elymian Atlas.

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