Palazzo Coppola
Una dimora storica legata a Giuseppe Coppola
Palazzo Coppola è una dimora storica di Via Vittorio Emanuele a Erice, legata al patriota risorgimentale Giuseppe Coppola, che vi morì nel 1902.
Informazioni principali
Tipologia:
Comune:
Palazzo
Area:
Centro storico
Palazzo Coppola è una dimora storica di Via Vittorio Emanuele a Erice, strettamente legata a Giuseppe Coppola, una delle figure di Monte San Giuliano coinvolte nei moti rivoluzionari del 1848 e del 1860.
L’edificio presenta una lunga facciata a due piani, con un piano terreno relativamente sobrio e un livello superiore più riccamente decorato. Gli ingressi incorniciati in pietra sono sormontati da balconi aggettanti sostenuti da mensole scolpite e delimitati da balaustre in pietra. Le finestre del piano superiore presentano elaborate cornici scolpite con mascheroni, motivi floreali ed elementi araldici, mentre un pronunciato cornicione di gusto classico conclude la facciata. La data di costruzione dell’edificio e le fasi della sua evoluzione architettonica non sono ancora state accertate.
Coppola partecipò alla rivoluzione siciliana del 1848 e, insieme a Enrico Fardella, guidò l’assalto al Castello di Terra di Trapani. Dopo la restaurazione borbonica fu arrestato più volte e trascorse alcuni periodi di confino a Favignana. Nel 1860 tornò all’attività rivoluzionaria, comandando volontari locali nella battaglia di Calatafimi durante la campagna di Garibaldi.
Dopo l’Unità d’Italia, Coppola si ritirò dalla vita politica e militare e tornò a Erice. Morì in questa dimora il 14 gennaio 1902.

Foto: Elymian Atlas
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Giuseppe Coppola e il Risorgimento
Nato a Monte San Giuliano il 18 marzo 1821, Giuseppe Coppola prese parte al movimento rivoluzionario contro il dominio borbonico. Durante la rivoluzione siciliana del 1848 fu tra i membri di rilievo del comitato rivoluzionario di Trapani e, insieme a Enrico Fardella, guidò l’assalto al Castello di Terra. In seguito fu nominato vicegovernatore della provincia di Trapani e maggiore della Guardia Nazionale.
Dopo il fallimento della rivoluzione, Coppola rimase sotto sorveglianza per la sua attività politica. Fu imprigionato più volte, trascorrendo anche periodi di confino a Favignana nel 1856–57 e nuovamente alla fine del 1859.
Liberato durante l’insurrezione dell’aprile 1860, riorganizzò la resistenza locale. Nella battaglia di Calatafimi del 15 maggio, le fonti lo indicano al comando di una forza di circa 800 fanti e 25 cavalieri. In seguito accompagnò l’avanzata di Garibaldi verso Palermo e ricevette l’incarico di allontanare da Trapani la restante guarnigione borbonica e di assicurare il controllo del territorio circostante.
La lapide commemorativa
La lapide marmorea sulla facciata fu inaugurata il 15 maggio 1910, cinquant’anni dopo la battaglia di Calatafimi. L’iscrizione, composta da Ugo Antonio Amico, commemora la vita di Coppola, ricordandone il confino a Favignana, le persecuzioni politiche e la prigionia, nonché la sua partecipazione ai combattimenti di Calatafimi, Renda e Parco.
In questa magione - moriva il 14 gennaio 1902 - il Cav. Giuseppe Coppola - Grande Ufficiale della Corona d’Italia - di nobile stirpe antica - cui né il confino a Favignana - né persecuzione o prigione - non domaron l’animo audace - pugnando con DCCCXXVII Ericini - a Calatafimi a Renda al Parco - Al valoroso nelle armi - al lodato nei pubblici affari - la Patria reverente - questa lapide scopriva - ai 15 Maggio 1910.
Coppola fu commemorato anche in altri luoghi di Erice nello stesso periodo. Un busto nei Giardini del Balio ne ricorda il ruolo nei moti rivoluzionari, mentre una lapide sul Palazzo Municipale, anch’essa collocata nel 1910, commemora gli 875 uomini di Monte San Giuliano che parteciparono alla campagna garibaldina sotto la sua guida.
Fonti e ulteriori letture
Queste fonti documentano il ruolo di Giuseppe Coppola nei moti rivoluzionari del 1848 e del 1860, il suo legame con la dimora e la sua commemorazione a Erice.