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Palazzo delle Poste

Architettura Liberty per le comunicazioni moderne

Il Palazzo delle Poste è lo storico ufficio postale di Trapani, progettato da Francesco La Grassa e costruito negli anni Venti, con un’architettura e una decorazione che ne riflettono la funzione.

Informazioni principali

Tipologia:

Comune:

Palazzo, Ufficio postale

Area:

Centro storico

Il Palazzo delle Poste fu commissionato nei primi anni Venti dalla sezione siciliana del Provveditorato alle Opere Pubbliche. La prima pietra fu posata il 10 luglio 1923 alla presenza di Giovanni Antonio Colonna di Cesarò, ministro delle Poste e dei Telegrafi. I lavori iniziarono nel 1924 e furono completati nel 1927, data riportata sulla facciata. I servizi postali furono successivamente trasferiti qui dai locali dell’ex chiesa e convento di San Rocco, in via Turretta.


Progettato dall’ingegnere e architetto trapanese Francesco La Grassa, l’edificio occupa un isolato di forma trapezoidale e si sviluppa su tre piani. La facciata principale è organizzata simmetricamente attorno ad archi a sesto acuto incassati e lesene verticali. La decorazione si discosta dai motivi prevalentemente floreali del Liberty: buste, isolatori telegrafici, cavi e simboli del codice Morse richiamano direttamente la funzione postale e delle telecomunicazioni dell’edificio.


All’interno, la sala aperta al pubblico è coperta da un grande velario in vetro colorato realizzato da Pietro Bevilacqua, vetraio che collaborò con Ernesto Basile. Una monumentale scala alla trapanese in blocchi di pietra, con gradini a sbalzo lasciati a vista, conduce ai piani superiori. Nel luglio 2022 la facciata principale è stata oggetto di un intervento conservativo realizzato da Poste Italiane in collaborazione con gli enti regionali preposti alla tutela del patrimonio.

Foto: Frauke Scholz, Alamy

Esplora e approfondisci


Scopri di più su Francesco La Grassa, sull’architettura dell’edificio e sulle decorazioni ispirate al mondo delle comunicazioni, sulla caratteristica scala e sul velario in vetro colorato, nonché sul restauro della facciata Liberty.


Francesco La Grassa


Francesco La Grassa nacque a Trapani nel 1876 in una famiglia legata alle attività edilizie locali. Dopo gli studi tecnici si trasferì a Napoli, dove si laureò in ingegneria. Nel 1906 vinse un concorso per ingegneri presso il Comune di Roma e si trasferì nella capitale. Qui lavorò negli uffici tecnici comunali, collaborando con l’ingegnere Mario Moretti a progetti per il collegamento tra il Pincio e Villa Borghese in occasione dell’Esposizione internazionale d’arte del 1911, oltre a occuparsi della progettazione e costruzione di edifici scolastici pubblici.


Dopo il ritorno a Trapani, La Grassa aprì un proprio studio. La sua opera combinava la decorazione Liberty con moderne soluzioni strutturali, tra cui l’impiego del cemento armato. Tra le sue opere documentate a Trapani figurano il Palazzo delle Poste, la Casina delle Palme e Palazzo Montalto, oltre agli interventi del 1907 al Villino Nasi, dove progettò il piano superiore e una scala elicoidale in cemento armato.


Architettura e comunicazione


La decorazione architettonica del Palazzo delle Poste richiama ripetutamente le attività svolte al suo interno. Invece di affidarsi principalmente all’ornamentazione floreale, La Grassa inserì rappresentazioni stilizzate di buste, isolatori telegrafici, cavi e simboli del codice Morse nei pannelli scultorei, nelle opere in ferro, nelle grate e negli arredi interni.


La facciata principale presenta archi a sesto acuto incassati, incorniciati da lesene. La fonte descrive queste forme come un sottile richiamo ad archi di ispirazione islamica, reinterpretati attraverso il linguaggio architettonico Liberty. L’edificio combina muratura e cemento armato e presenta una pianta trapezoidale.


Il velario in vetro colorato


La sala aperta al pubblico è coperta da un grande velario in vetro colorato realizzato da Pietro Bevilacqua, che aveva collaborato con l’architetto palermitano Ernesto Basile. I suoi motivi decorativi policromi richiamano elementi presenti in altre parti dell’edificio. Le finestre, le opere in ferro e le altre decorazioni interne fanno parte dello stesso trattamento architettonico.


La scala alla trapanese


Una monumentale scala costruita in blocchi di pietra conduce dagli spazi aperti al pubblico verso i piani superiori. I gradini a sbalzo lasciati a vista costituiscono una versione della scala alla trapanese, una tipologia di scala associata all’opera di La Grassa.


La Grassa nutriva un particolare interesse per le soluzioni strutturali rese possibili dal cemento armato. Nella sua opera sviluppò una forma di scala elicoidale aperta che divenne nota come scala alla trapanese. Un altro esempio documentato si trova nel Villino Nasi, dove gli interventi da lui realizzati nel 1907 comprendevano una scala elicoidale in cemento armato.


Da San Rocco al nuovo ufficio postale


Prima dell’entrata in funzione del Palazzo delle Poste, gli uffici postali di Trapani occupavano l’ex chiesa e convento di San Rocco, in via Turretta. Dopo il completamento dell’edificio progettato da La Grassa, i servizi postali furono trasferiti nella nuova sede. L’ex complesso di San Rocco ospita oggi il Museo d’Arte Contemporanea San Rocco.


Il restauro della facciata


Nel luglio 2022 la facciata principale è stata oggetto di un intervento conservativo realizzato da Poste Italiane in collaborazione con gli enti regionali preposti alla tutela del patrimonio. Secondo la fonte fornita, l’intervento ha restituito alle decorazioni il loro aspetto originario di epoca Liberty e ha interessato il recupero degli elementi esterni deteriorati.

Fonti e ulteriori letture


Le seguenti fonti documentano il Palazzo delle Poste, la sua architettura e il suo restauro, nonché la vita e l’opera del suo progettista, Francesco La Grassa.

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Rappresentazione grafica dello stemma di Trapani.
Rappresentazione grafica dello stemma di Erice.
Rappresentazione grafica dello stemma di Valderice.
Rappresentazione grafica dello stemma di Custonaci.
Rappresentazione grafica dello stemma di Paceco.
Rappresentazione grafica dello stemma di Castellammare del Golfo.
Rappresentazione grafica dello stemma di San Vito Lo Capo.

Questi stemmi identificano le città e i comuni che fanno parte dello storico territorio degli Elimi, la regione esplorata da Elymian Atlas.

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