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Sala Laurentina

Un luogo storico religioso trasformato dall’architettura contemporanea

La Sala Laurentina di Trapani sorge sul sito di un’antica chiesa barocca e ospita Specus Corallii, un ambiente contemporaneo progettato dall’architetto Antonino Cardillo.

Informazioni principali

Tipologia:

Comune:

Centro pastorale e culturale

Area:

Centro storico

La Sala Laurentina sorge nei pressi della Cattedrale di Trapani, sul sito dell’antica chiesa del Santissimo Sacramento, un edificio barocco completato nel 1698 e legato alla Confraternita del Santissimo Sacramento.


La chiesa fu gravemente danneggiata durante i bombardamenti alleati del 1943 e successivamente demolita. Negli anni Cinquanta fu costruito un nuovo edificio di tre piani, destinato ad attività diocesane e comunitarie, tra cui iniziative assistenziali ed eventi culturali. Dopo un periodo di inutilizzo, fu restaurato dalla Diocesi di Trapani e riaperto nell’ottobre 2016 come centro pastorale e culturale.


Il suo elemento architettonico principale è Specus Corallii (Grotta dei Coralli), progettato tra il 2015 e il 2016 dall’architetto Antonino Cardillo, originario di Erice. Ispirato al patrimonio marittimo di Trapani e alla tradizione della lavorazione del corallo, l’interno combina pareti in pietra calcarea chiara e superfici rivestite di intonaco ruvido color corallo, evocando una grotta costiera. La luce naturale, filtrando dalle finestre alte, valorizza le superfici materiche e crea mutevoli giochi di luce e ombra.


Il progetto ha suscitato interesse internazionale ed è stato presentato su riviste di architettura come Dezeen, Casabella e AD Germany. Rappresenta un significativo intervento di architettura contemporanea nel centro storico di Trapani.

Foto: Stamati Bulgari

Esplora e approfondisci


La chiesa del Santissimo Sacramento


L’antica chiesa apparteneva alla Confraternita del Santissimo Sacramento, documentata a Trapani almeno dal 1535, quando aveva sede presso la chiesa di San Matteo. La confraternita occupò successivamente altre sedi cittadine e affiancava alle pratiche religiose attività caritative, tra cui la distribuzione di pane ai detenuti in occasione delle principali festività.


La chiesa del Santissimo Sacramento fu completata nel 1698. La sua storia era legata alla devozione delle Quarantore, una pratica di adorazione eucaristica prolungata. Questa devozione fu introdotta a Trapani nel 1620 e un’istituzione religiosa ad essa collegata fu riorganizzata come congregazione nel 1688.


La chiesa fu tra gli edifici gravemente danneggiati durante i bombardamenti del 1943. Le rovine furono rimosse nel dopoguerra e l’attuale edificio venne costruito negli anni Cinquanta.


La Sala Laurentina divenne successivamente un centro per le attività diocesane e comunitarie. Tra queste figuravano iniziative culturali e ricreative, oltre all’assistenza caritativa agli immigrati appena arrivati in città.


Dopo quasi vent’anni di inutilizzo, la Diocesi avviò un programma di recupero, sostenuto dal parroco Gaspare Gruppuso. L’edificio riaprì il 9 ottobre 2016, tornando a offrire uno spazio di incontro alla comunità locale.


Specus Corallii: architettura e simbolismo


Il nome Specus Corallii deriva dal latino specus, che significa grotta o cavità, e da corallii, riferimento al corallo.


Antonino Cardillo ha concepito l’interno come una reinterpretazione contemporanea della grotta, ispirandosi al rapporto di Trapani con il mare e alla sua secolare tradizione artigianale legata alla lavorazione del corallo.


Il progetto si articola in due ambienti contrastanti. Un corridoio d’ingresso, con pareti intonacate nei toni del grigio-verde e pavimento in terrazzo, conduce alla sala principale, dove le pareti in pietra calcarea chiara contrastano con le superfici superiori rivestite di intonaco ruvido color corallo.


L’intonaco granuloso, realizzato con materiali tradizionali tra cui calce, sabbia e pozzolana, crea una superficie irregolare il cui aspetto varia con la luce naturale che penetra dalle finestre alte. I contrasti tra luce e ombra accentuano il carattere scultoreo dell’ambiente.


Il progetto comprende anche riferimenti simbolici al viaggio e al rifugio. Al centro del pavimento, un intarsio ligneo raffigura un’imbarcazione ormeggiata, mentre la successione di archi nel corridoio d’ingresso suggerisce un movimento verso la sala principale.


Anziché ricostruire la chiesa barocca perduta, Cardillo ha creato un ambiente che collega la rinnovata funzione religiosa e culturale dell’edificio a temi più ampi, come la memoria, il mare e il sacro.


Antonino Cardillo e il riconoscimento internazionale


Antonino Cardillo è nato a Erice nel 1975 e ha studiato architettura all’Università di Palermo. Nel 2004 ha fondato il proprio studio di architettura a Roma.


Il suo lavoro si distingue per le forme scultoree, le superfici materiche, l’uso espressivo del colore e l’interesse per le qualità emotive e simboliche dello spazio architettonico. I suoi progetti reinterpretano spesso elementi architettonici tradizionali, come archi, volte e ambienti raccolti, attraverso un linguaggio contemporaneo.


Cardillo ha acquisito visibilità internazionale attraverso progetti come House of Dust (2013), un interno residenziale a Roma, e Crepuscular Green (2014), uno spazio espositivo monocromatico. Nel 2009 è stato incluso nell’Architects Directory della rivista Wallpaper*, dedicata agli studi di architettura emergenti a livello internazionale.


Le sue opere sono state pubblicate su riviste come Wallpaper*, Dezeen, Casabella, The Architectural Review e AD Germany. Ha inoltre presentato il proprio lavoro presso istituzioni quali l’Architectural Association e il Royal College of Art di Londra.


Completato nel 2016, Specus Corallii ha attirato particolare attenzione per la reinterpretazione dell’architettura delle grotte e per l’uso distintivo del colore e dei materiali. Il progetto è stato analizzato su Casabella nel 2017 e presentato su pubblicazioni tedesche di architettura, tra cui BauNetz Interior Design e AD Germany.


L’intervento è apparso anche in guide turistiche in lingua tedesca dedicate alla Sicilia, raggiungendo così un pubblico più ampio di quello degli specialisti di architettura.


Per Cardillo, la cui attività professionale si estende ben oltre la Sicilia, Specus Corallii rappresenta un legame tra la sua ricerca architettonica contemporanea e il patrimonio culturale della terra d’origine.

Fonti e ulteriori letture


Le seguenti fonti documentano la storia dell’antica chiesa, il recupero della Sala Laurentina, il progetto di Specus Corallii e la sua ricezione nelle pubblicazioni di architettura.

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Rappresentazione grafica dello stemma di Trapani.
Rappresentazione grafica dello stemma di Erice.
Rappresentazione grafica dello stemma di Valderice.
Rappresentazione grafica dello stemma di Custonaci.
Rappresentazione grafica dello stemma di Paceco.
Rappresentazione grafica dello stemma di Castellammare del Golfo.
Rappresentazione grafica dello stemma di San Vito Lo Capo.

Questi stemmi identificano le città e i comuni che fanno parte dello storico territorio degli Elimi, la regione esplorata da Elymian Atlas.

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