Palazzo del Governo
La sede ottocentesca dell'amministrazione provinciale di Trapani.
Il Palazzo del Governo di Trapani fu costruito tra il 1874 e il 1878 su progetto di Nicola Adragna Vairo, per ospitare gli uffici governativi e la residenza del prefetto.
Informazioni principali
Tipologia:
Comune:
Palazzo
Area:
Centro città
Trapani divenne capoluogo di provincia nel 1817, durante il periodo borbonico. Gli uffici provinciali furono inizialmente ospitati nell'ex Collegio dei Gesuiti, mentre l'intendente risiedeva a Palazzo Fardella, in piazza Sant'Agostino, dove nel 1819 si riunì il primo Consiglio provinciale. Dopo l'Unità d'Italia e le riforme amministrative del 1865, le autorità provinciali proposero la costruzione di una sede appositamente destinata alla prefettura.
Nel 1868 il Consiglio provinciale approvò il progetto di un nuovo edificio destinato a riunire gli uffici governativi e la residenza ufficiale del prefetto. L'ingegnere Nicola Adragna Vairo individuò un'area tra il Castello di Terra e via Ossorio, compresa nel piano di espansione urbana elaborato da Giovan Battista Talotti. Il sito si trovava tra il centro storico e una zona in cui si stavano sviluppando attività vinicole e molitorie, mentre erano in programma nuove infrastrutture ferroviarie.
I lavori iniziarono nel 1874, affidati all'impresario Mario Marrone, e furono completati nel 1878. Il palazzo presenta una facciata di carattere prevalentemente classicista, con un piano terreno a bugnato e un ordine gigante di colonne ioniche che si sviluppa sui piani superiori. Le finestre del piano nobile sono sormontate alternativamente da frontoni triangolari e curvilinei, mentre quelle dell'ultimo piano presentano cornici più semplici.
L'edificio si inserì nell'espansione ottocentesca di Trapani oltre le antiche fortificazioni orientali, contribuendo alla formazione del nuovo quartiere amministrativo intorno a piazza Vittorio Veneto.

Foto: Giuseppe Anello, Alamy
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Il nuovo quartiere amministrativo
Il Palazzo del Governo fu costruito oltre le antiche fortificazioni orientali di Trapani, che si estendevano dal Castello di Terra verso il Bastione dell'Impossibile. L'area rientrava nell'espansione ottocentesca della città, pianificata da Giovan Battista Talotti. Oltre le vecchie mura si stavano sviluppando stabilimenti per la lavorazione del vino e mulini, mentre prendevano forma i progetti per le nuove infrastrutture ferroviarie. La Stazione ferroviaria di Trapani fu inaugurata nel 1880, due anni dopo il completamento del palazzo.
La zona circostante si sviluppò progressivamente come centro di edifici pubblici e spazi civici. Intorno a piazza Vittorio Veneto si trovano Palazzo D'Alì, costruito negli anni Ottanta dell'Ottocento e oggi sede del Comune, il Palazzo delle Poste, completato nel 1927, e i resti del Castello di Terra. Nelle vicinanze, Villa Margherita fu realizzata a partire dal 1878 e aperta al pubblico nel 1880. Questi edifici e spazi pubblici testimoniano le diverse fasi dell'espansione di Trapani oltre il centro storico.
La decorazione degli interni
La costruzione del palazzo costò circa 312.000 lire, alle quali si aggiunsero 80.000 lire per le decorazioni interne e oltre 40.000 lire per gli arredi.
Nel 1914 Marco Augugliaro documentò la presenza di dipinti a tempera del pittore fiorentino Tito Govone e del milanese Achille Scalaffa nella sala del Consiglio provinciale e in alcune stanze dell'appartamento del prefetto. Segnalò inoltre busti scultorei realizzati da Vincenzo Vela e dallo scultore trapanese Leonardo Croce.
Queste testimonianze storiche documentano il programma decorativo del palazzo, ma non permettono di stabilire quali opere si conservino ancora nelle loro collocazioni originarie.
Il carattere architettonico
La facciata del palazzo si inserisce nella tradizione classicista dell'architettura pubblica ottocentesca. Il basamento a bugnato, l'ordine gigante ionico e l'alternanza dei frontoni delle finestre creano una composizione simmetrica, nella quale il piano nobile è sottolineato da elementi architettonici più elaborati.
In uno studio illustrato da Mariza D'Anna, le storiche dell'arte Lina Novara e Maria Antonietta Spadaro descrivono il Palazzo della Prefettura come un edificio prevalentemente classicista, individuando tuttavia una lieve influenza modernista in alcune decorazioni dei soffitti.
L'osservazione riguarda specifici elementi decorativi degli interni e non lo stile architettonico complessivo dell'edificio, che rimane legato al classicismo ottocentesco.
Fonti e ulteriori letture
Le seguenti fonti documentano le origini amministrative, la costruzione e le caratteristiche architettoniche del palazzo, nonché il suo inserimento nello sviluppo urbanistico di Trapani tra Ottocento e Novecento.