top of page

Chiesa di Santa Lucia

La storica chiesa dei pescatori di corallo trapanesi

La Chiesa di Santa Lucia a Trapani è un edificio religioso di origine medievale legato ai pescatori di corallo, la cui attività e devozione ne hanno segnato la storia e la decorazione.

Informazioni principali

Tipologia:

Comune:

Chiesa

Area:

Centro storico

La Chiesa di Santa Lucia si trova in via Sant'Anna, nel centro storico di Trapani, accanto all'ex Convento di Sant'Anna e vicino alle Mura di Tramontana. La chiesa, storicamente conosciuta anche come Santa Maria della Catena, viene generalmente datata al XIV secolo. Divenne un punto di riferimento per i pescatori del quartiere Palazzo, in particolare per quelli dediti alla pesca del corallo.


Santa Lucia svolgeva una funzione sia religiosa sia commerciale. I pescatori sostenevano le attività di culto e custodivano nella chiesa il corallo rimasto invenduto, dove i mercanti potevano esaminarlo e acquistarlo. Due iscrizioni, datate 1651 e 1673, commemoravano la scoperta di banchi coralliferi produttivi e riportavano indicazioni nautiche basate su punti di riferimento visibili dal mare.


Il portale decorato della chiesa conserva testimonianze del suo legame con il mondo marittimo. Una dedica in latino del 1675 identifica santa Lucia come protettrice dei pescatori, mentre gli elementi scolpiti comprendono un'imbarcazione a vela e simboli associati alla santa. L'interno ospitava un tempo affreschi di Domenico La Bruna e un pavimento maiolicato raffigurante Trapani e le barche utilizzate per la pesca del corallo.


La chiesa fu chiusa al culto nel 1945. Il convento adiacente, fondato dai francescani riformati nel XVII secolo, ebbe successivamente diverse destinazioni d'uso e dal 2009 ospita l'Archivio di Stato di Trapani. Insieme, i due edifici conservano testimonianze della storia religiosa e marittima di questa parte della città.

Foto: Libero Monterisi, Alamy

Esplora e approfondisci


I pescatori del quartiere Palazzo


Le comunità marittime di Trapani erano tradizionalmente suddivise tra la Marina Grande, legata ai marinai impegnati nelle navigazioni più lunghe, e la Marina Piccola, che comprendeva pescatori, tonnaroti e pescatori di corallo.


I pescatori di corallo del quartiere Palazzo erano legati alla Chiesa di Santa Lucia, mentre quelli del quartiere Casalicchio si riunivano presso Santa Maria della Grazia.


La chiesa sorge accanto alla stretta via Santa Lucia, che conduce verso corso Vittorio Emanuele. Oltre il corso, via Corallai conserva il ricordo della comunità dei pescatori di corallo. Giacalone identifica il suo antico nome come via del Rais e collega questa strada ai pescatori del quartiere Palazzo.


Lina Novara riferisce che la loro confraternita acquisì Santa Lucia nel 1419. Giacalone, tuttavia, associa quella data ai privilegi concessi alla corporazione dei pescatori, senza documentare esplicitamente l'acquisizione della chiesa.


Le iscrizioni sulla pesca del corallo


Due iscrizioni, un tempo esposte presso la chiesa, commemoravano la scoperta di banchi coralliferi nel 1651 e nel 1673.


Entrambe riportavano indicazioni nautiche basate su isole, punti di riferimento costieri e distanze misurate in mare. L'iscrizione del 1651 faceva riferimento a Levanzo, Marettimo, Bonagia e alle colline nei dintorni di Baida.


Le iscrizioni avevano lo scopo di conservare le conoscenze relative alle zone di pesca più produttive. Giacalone le interpreta come testimonianze di un sistema di navigazione fondato su allineamenti visivi e sull'esperienza dei pescatori locali.


L'iscrizione del 1651 è conosciuta attraverso trascrizioni e disegni storici. Il monumento del 1673 si conserva invece in due parti: quella iscritta presso la Biblioteca Fardelliana e quella figurata presso il Museo Regionale Agostino Pepoli, come documentato da Giacalone.


Il portale e le opere d'arte


Il portale di Santa Lucia combina decorazioni barocche con immagini legate alla santa patrona e alla comunità dei pescatori.


Lo stemma scolpito sopra l'ingresso comprende l'attributo tradizionale di santa Lucia, un piatto con gli occhi. L'iscrizione latina, datata 1675, la identifica come protettrice dei pescatori.


Il portale presenta inoltre il rilievo di un'imbarcazione a vela, oggi molto consumato, che rappresenta la Marina Piccola. Novara data il portale tardobarocco al 1783.


All'interno della chiesa si trovavano affreschi di Domenico La Bruna (1699–1763), raffiguranti episodi della vita di Mosè. Queste opere sono andate perdute.


Una statua lignea policroma di santa Lucia, risalente alla fine del XVI secolo, fu trasferita nel 1934 alla Chiesa dell'Epifania e successivamente a San Francesco d'Assisi, secondo quanto riferito da Novara.


Dalla chiesa fu rimosso anche un pavimento maiolicato del XVIII secolo, raffigurante Trapani e le imbarcazioni da pesca. Giacalone documenta la presenza del pannello decorato presso il Museo Pepoli.


Il vicino Convento di Sant'Anna


L'ex Convento di Sant'Anna occupa il complesso adiacente, tra Santa Lucia e il Bastione Sant'Anna.


I francescani riformati iniziarono la costruzione del convento e della propria chiesa annessa nel 1620. La più antica Chiesa di Santa Lucia apparteneva alla comunità dei pescatori e non deve essere confusa con la chiesa francescana.


In seguito alla soppressione degli ordini religiosi, il convento fu utilizzato come caserma della Guardia di Finanza. Nel 2009, dopo il restauro di una parte del complesso, divenne sede dell'Archivio di Stato di Trapani.


Un ulteriore intervento di restauro e miglioramento dell'accessibilità, finanziato con 1,7 milioni di euro attraverso il PNRR, è stato ufficialmente dichiarato concluso nel settembre 2026.


Santa Lucia e il patrimonio del corallo trapanese


Santa Lucia era una delle diverse chiese legate ai pescatori di corallo di Trapani. Nei pressi dell'estremità occidentale della città, la Chiesa di San Liberale fu fondata dai pescatori di corallo intorno al 1600.


Questa tradizione influenzò anche le arti decorative trapanesi. Il corallo divenne un materiale importante per gli artigiani locali, le cui opere circolarono ben oltre i confini della Sicilia.


Un richiamo contemporaneo a questo patrimonio si trova nella Sala Laurentina, il cui interno, progettato da Antonino Cardillo, trae ispirazione dal corallo.

Fonti e ulteriori letture


Le seguenti fonti documentano la storia medievale di Santa Lucia, la comunità dei pescatori, le iscrizioni e le opere d'arte della chiesa, oltre alle vicende del vicino complesso di Sant'Anna.

Scopri la Sicilia occidentale con Elymian Atlas, una mappa interattiva dedicata a siti storici, cantine, spiagge, miti e luoghi straordinari. Ispirato all'antica civiltà degli Elimi, l'atlante è in continua evoluzione, arricchendosi costantemente di nuovi luoghi, storie e scoperte.

Stemma di Trapani
Stemma di Erice.
Stemma di Valderice.
Stemma di Custonaci
Stemma di Paceco
Stemma di Castellammare del Golfo
Stemma di San Vito Lo Capo

Questi stemmi identificano le città e i comuni che fanno parte dello storico territorio degli Elimi, la regione esplorata da Elymian Atlas.

bottom of page