Chiesa di Santa Teresa
Chiesa carmelitana barocca fondata dalla famiglia Badalucco.
La Chiesa di Santa Teresa è una chiesa carmelitana del tardo Seicento a Erice, con pavimenti maiolicati, stucchi barocchi e arredi provenienti dall'antico monastero.
Informazioni principali
Tipologia:
Comune:
Chiesa
Erice
Area:
Centro storico
La Chiesa di Santa Teresa faceva parte di un monastero carmelitano fondato nel 1671 da Tommaso e Maria Badalucco, ultimi discendenti di una facoltosa famiglia ericina. Il palazzo di famiglia fu trasformato per ospitare la nuova fondazione, dando seguito a una precedente disposizione di Giuseppe Badalucco, secondo la quale la proprietà avrebbe dovuto diventare un monastero carmelitano qualora la linea familiare si fosse estinta. La prima comunità di monache Carmelitane Scalze vi si insediò nel 1701.
Costruita tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento, la chiesa presenta una facciata sobria con portale di gusto rinascimentale e un interno a navata unica pavimentato con delicate maioliche napoletane del XVIII secolo. La decorazione comprende stucchi realizzati nel 1744 da Pietro Dell'Orto, con figure che mostrano l'influenza della scuola di Giacomo Serpotta. La chiesa custodiva inoltre dipinti dell'artista trapanese Domenico La Bruna.
Il monastero divenne una delle case religiose più ricche di Erice. Nel 1860 vi risiedevano ancora sedici monache, ma la comunità fu sciolta in seguito alla soppressione degli istituti religiosi nel 1866. Opere d'arte, argenti e tessili liturgici furono successivamente distribuiti tra altre chiese e collezioni di Erice.
L'ex monastero fu in seguito adattato a funzioni educative e civiche ed è oggi conosciuto come Palazzo Sales, mentre la Chiesa di Santa Teresa sopravvive come parte distinta dello storico complesso.

Foto: Elymian Atlas
Esplora e approfondisci
Oltre alla sua funzione di luogo di culto, Santa Teresa conserva testimonianze della ricchezza, dell'artigianato e della vita di clausura della comunità carmelitana di Erice. Opere d'arte e oggetti superstiti, oggi suddivisi tra la chiesa e i musei locali, permettono di ricostruire la storia di un complesso religioso profondamente trasformato dopo la sua chiusura.
La fondazione dei Badalucco
Il monastero deve la propria origine alla famiglia Badalucco. Giuseppe Badalucco aveva disposto che, in assenza di eredi diretti, il suo patrimonio fosse destinato alla fondazione di un monastero carmelitano. I suoi discendenti Tommaso e Maria Badalucco, ultimi rappresentanti della famiglia, diedero seguito a questa volontà nel 1671, adattando il proprio palazzo alla nuova comunità religiosa.
Il monastero fu dedicato a Santa Teresa d'Ávila, riformatrice dell'ordine carmelitano. Quando le prime Carmelitane Scalze vi entrarono nel 1701, la fondazione disponeva di una rendita annua superiore a 600 scudi, che ne faceva uno dei monasteri più ricchi di Erice.
Maria Badalucco mantenne uno stretto legame con la fondazione. Un'iscrizione nel presbiterio ricorda la traslazione delle sue spoglie dalla Chiesa del Carmine al monastero.
Arte e decorazione
L'interno a navata unica conserva un pavimento settecentesco in maiolica napoletana, caratterizzato dalla delicatezza dei colori. L'altare maggiore era un tempo particolarmente elaborato, ornato con argenti, specchi e stucchi. Nel 1744 Pietro Dell'Orto ne realizzò la decorazione in stucco e quattro figure allegoriche raffiguranti la Giustizia, la Speranza, la Fede e la Prudenza, con una evidente influenza serpottiana.
Gli altari laterali comprendevano opere donate da Maria Badalucco. Un San Giovanni della Croce di Domenico La Bruna occupava originariamente il primo altare a sinistra, mentre un altro altare ospitava un Crocifisso anch'esso donato da Maria. Tra gli altri arredi figuravano una statua in tufo di San Giuseppe con il Bambino e una tela della Madonna del Carmelo proveniente da Palermo. L'organo risale al 1850 e il pulpito al 1853.
Non tutto è rimasto nella chiesa. Alcuni elementi dell'altare maggiore, compresi arredi liturgici e decorativi, sono conservati nelle collezioni della Chiesa Matrice.
Le opere disperse dopo la chiusura del monastero
In seguito alla soppressione del monastero, oggetti liturgici e opere d'arte furono distribuiti tra altre chiese e collezioni di Erice.
Un paliotto ricamato del primo Settecento, incentrato sull'immagine di Santa Teresa e sul simbolico pellicano che nutre i propri piccoli, è oggi conservato nel Museo della Chiesa Madre. In precedenza era stato trasferito nella Chiesa di San Cataldo insieme ad altri paramenti carmelitani.
Diversi dipinti provenienti da Santa Teresa entrarono invece nelle collezioni del Museo Civico Antonio Cordici. Tra questi figura la Sacra Famiglia settecentesca di Domenico La Bruna. Altri dipinti provenienti dalla chiesa e dal monastero sono conservati nelle collezioni del museo.
Le campane delle Carmelitane
Santa Teresa era particolarmente nota per una singolare forma di artigianato conventuale. Accanto alla preghiera e al ricamo, le monache Carmelitane di clausura realizzavano elaborate composizioni conosciute come campane: figure, fiori e decorazioni in miniatura modellati con materiali ceroplastici e protetti sotto campane di vetro.
Le monache lavoravano un delicato impasto a base di amido e gomma arabica, riducendolo in sottili sfoglie dalle quali ricavavano singoli petali, foglie e figure in miniatura. La tradizione proseguì per generazioni e sopravvisse fino al Novecento grazie alle ultime Carmelitane di Santa Teresa, Suor Adriana Barbera e Suor Benedetta Calamusa. Dopo aver lasciato Santa Teresa, le due religiose continuarono a realizzare queste opere a San Carlo.
Esempi delle caratteristiche campane ericine sono conservati nel Museo Civico Antonio Cordici e in collezioni private, testimonianza materiale di una tradizione artigianale un tempo strettamente legata alla comunità carmelitana di Santa Teresa.
Fonti e ulteriori letture
Esplora le fonti utilizzate per documentare la storia, l'architettura, le opere d'arte e le tradizioni carmelitane della Chiesa e del Monastero di Santa Teresa.